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“A tu per tu con il socio ASSIF” 

Dietro ad ogni socio ASSIF, c’è un fundraiser con tante storie da raccontare. Abbiamo pensato che, dopo un anno dall'elezione del nuovo Consiglio Direttivo, fosse importante conoscere più da vicino le consigliere e i consiglieri votati dalle socie e dai soci ASSIF: iniziamo quindi con Elena Quagliardi, eletta nel 2017 già nel precedente mandato, in ASSIF ricopre da allora il ruolo di vicepresidente e consigliera con delega alla Comunicazione.  

1. La professione di fundraiser, una scelta o un caso?

All’inizio un po’ un caso e un… “io intanto mando il CV e vediamo che succede” ma poi è stato amore!

2. Quali sono secondo te le skills più richieste nella professione di fundraiser?

Tantissime ma qui vorrei solo ricordarne due: organizzazione e rispetto. L’organizzazione è importantissima per fare un lavoro come il nostro in cui tutto deve incastrarsi alla perfezione e in tempi (e budget) ben precisi; il rispetto credo sia il punto di partenza fondamentale sia nei confronti dei donatori sia nei confronti dei beneficiari di cui molto spesso raccontiamo le storie.

3. Quando sei entrato in contatto con Assif per la prima volta e cosa vuol dire per te far parte dell'Associazione Italiana Fundraiser?

Nella mia organizzazione ne avevo già sentito parlare e c’erano già alcuni soci ma il mio primo contatto diretto e personale con dei rappresentati dell’Associazione è stato con Livia Accorroni e Luciano Zanin (all’epoca rispettivamente referente del gruppo Assif Marche e Presidente). Oggi essere parte di Assif vuol dire fare rete, conoscere tante belle persone e anche un grande impegno per far crescere sempre di più i fundraiser e il fundraising.

4. Che consigli daresti ad un giovane che vorrebbe intraprendere la carriera del fundraising?

Studia e formati ma allo stesso tempo fai tanta pratica, “sporcati le mani”, guarda con attenzione tutto quello che succede intorno a te e non aver paura di chiedere a chi ha qualche anno (e capello bianco) in più… uno dei nostri punti di forza è proprio la condivisione. E soprattutto: mettici passione!

5. Dove porteresti a cena un major donor?

Dove vuole lei o lui… così si sente a proprio agio (e mettiamo in pratica il famoso donatore al centro! :-).

6. A causa dell'emergenza Coronavirus, abbiamo affrontato nuove sfide e grandi cambiamenti dal punto di vista professionale. Quali difficoltà hai riscontrato lavorando con le organizzazione del non profit e come hai affrontato questo periodo?

È stata una grande sfida ma credo ne stiamo uscendo a testa alta… secondo me, soprattutto nella prima fase che io ho soprannominato di “always working” e non smartworking perché costantemente connessi tra video call, telefonate, email, WA, ecc. abbiamo lavorato tutti molto di più per riorganizzare le attività e non far mancare il sostegno alle nostre cause. Come tutte le crisi ha accelerato dei cambiamenti che altrimenti avrebbero richiesto molto più tempo e ha evidenziato con forza quanto sia importante differenziare, fare squadra ed essere pronti a reagire.

7. Dì una cosa nel dialetto della tua regione a tutti i fundraiser?

Non so se sia proprio delle Marche o se sia abbastanza trasversale in tutta Italia, comunque uno dei mei detti preferiti espresso usando il mio dialetto è sicuramente “a discore n’è fadiga!” . .. serve la traduzione?

Elena Quagliardi 

 

 

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