di Stefano Malfatti direttamente da IFC

 

L'ora è tarda ma l'adrenalina è ancora tanta per il resoconto di questa straordinaria serata in cui abbiamo portato in Italia non uno ma due premi dell' IFC AWARD: il Global Fundriaser 2014 e l'IFC CHOICE AWARD.

È il premio alla professionalitá con cui il mercato del Nonprofit italiano si è gradatamente affacciato al fundraising, ottenuto per giunta per delle attivitá sui strumenti molto difficili nella cultura e nella sensibilitá tipicamente italiana: il dono nel testamento.

Non mi dilungo oltre per evitare le autocelebrazioni, ma spero di avere con ognuno e con tutti l'opportunità di condividere in qualche modo questa gioia.

Siccome il mio impegno era quello di sintetizzare un minimo di cronaca dall'IFC, ecco il mio breve resoconto.

Quattro straordinari speaker hanno dato vita all’avvio di questo IFC con una dinamica plenaria. Niente di trascendentale, ma il giusto mix tra spettacolo e case histories, presentate da personaggi comunque molto influenti nel loro ambito: Keith Jenkins (National Geographic) che naturalmente ha proposto straordinarie immagini capaci di raccontare da sole storie complesse; Beth Kanter (Networked Nonprofit) attivista social e promotrice convinta della rete come unico strumento moltiplicatore e Ben Rattray (Change.org) che ha proposto case histories interessanti partite dal web per realizzare attivitá molto concrete e di impatto; Marcelo Iniarra, internazionalmente riconosciuto come uno tra i migliori creativi legati al mondo del nonprofit e all’attivismo, ha condotto magistralmente i tre interlocutori attraverso un rapido ma concreto approfondimento delle tre tematiche proposte.La ricchezza dell'archivio visivo del National Geographic ha comunque mostrato il potere delle immagini per creare il cambiamento, e la necessità di utilizzarle in modo responsabile. Inutile dire che sia stata una copertina magnifica per questa conferenza, con una bellezza di immagini che solo il National poteva offrire con tutte le sue potenzialità.

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Poi un pomeriggio “inspirational” – come si suol dire – è proseguito con la straordinaria relazione di Tony Elischer accompagnato da altri relatori di assoluta eccellenza. Tema principale della relazione è stato il fattore chiave per il successo o il fallimento nella raccolta di fondi: LE PERSONE. Sicuramente non dedichiamo molto tempo ad analizzare in profondità le nostre raccolte di fondi; non analizziamo nel dettaglio come seguire, dialogare, trattenere le persone che si legano alla nostra causa. Il settore sta affrontando una crisi con una grave carenza di fundraiser esperti, dirigenti e veri appassionati. Elischer ed i suoi corelatori hanno rivelato alcuni elementi del DNA del grande fundraiser, le caratteristiche che le organizzazioni devono condividere per contribuire e spingere verso la crescita e come ognuno possa verificare il proprio percorso personale per diventare un fundraiser straordinario. Un mix unico di approcci nuovi, storie, discipline e saperi anche dal mondo profit.

Il pomeriggio è proseguito con una affollata sessione in cui si sono presentati i candidati agli Award con le loro diverse attività.

Poi la serata vera e propria premiazione e consegna degli International Fundraising Congress AWARD. 

Il resto...

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