INP Indagine Riforma Terzo Settore

Il 2 luglio, nella sala Capitolare del Senato, è stato presentato il Primo Terzjus Report che contiene i risultati dell’indagine “Riforma in Movimento”, promossa da Terzjus  e Italia non profit, che ha visto coinvolto anche ASSIF tra i partner di diffusione.

L’obiettivo dello studio è di recepire e dare voce al vissuto degli enti italiani rispetto alla nuova legislazione. Come hanno affrontato questo cambiamento? Come si sono preparati? Quali sono i dubbi, le preoccupazioni e quali le necessità? In che modo la Riforma viene vissuta come un’opportunità e quanto come una sfida?

Hanno aderito 1.671 enti che a diverso titolo rappresentano le organizzazioni del Terzo Settore, di cui 1.1611 sono state le risposte complete e adeguate ai fini dell’analisi. Due enti su tre, sono APS, ODV oppure associazioni generiche con lo status di onlus, mentre i settori di attività prevalenti sono i servizi alla persona, ricreativo culturale ed educazione, istruzione e formazione.

Rispetto la consapevolezza delle novità introdotte dalla Riforma, emerge che una parte importante degli enti (più o meno 1 su 3), non è aggiornata o ha informazioni poco precise. Nello specifico:

• poco meno di 1 ente su 3 non ha consapevolezza che con il RUNTS rappresenterà un’opportunità di apertura verso l’esterno rendendo accessibili a tutti i dati essenziali delle organizzazioni;
• il 40% degli enti non è a conoscenza della possibilità, introdotta dalla Riforma, di poter affiancare anche attività diverse da quelle di interesse generale;
• solo 1 ente su 4 ha consapevolezza che la Riforma ha interessato anche il 5x1000;
• 1 ente su 4 non conosce i nuovi benefici fiscali per le donazioni introdotte dalla Riforma e più della metà di quelli che ne hanno contezza, non l’hanno ancora comunicato ai donatori adeguatamente.

Per quanto riguarda l’attivazione del proprio ente per adeguarsi alle novità della Riforma, emerge che:

• quasi 9 enti su 10 ha espresso l’intenzione di iscriversi al RUNTS (evidenza prevedibili considerata la composizione del campione in cui prevalgono APS e ODV che entreranno in automatico);
• quasi il 50% degli enti ha colto l’occasione per revisionare completamente lo statuto e non solo integrare le previsioni normative;
• sono poche le organizzazioni pronte ad adottare i nuovi schemi di bilancio;
• il bilancio sociale viene percepito come un obbligo anche se in alcuni casi probabilmente non vi è un reale obbligo normativo per mancanza dei requisiti richiesti.

Per approfondire nel dettaglio tutti i risultati, e possibile scaricare gratuitamente il report completo dalla pagina https://italianonprofit.it/riforma-in-movimento/risultati/

 

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