Noi doniamo 2021

Il 4 ottobre si festeggia in Italia la Giornata del Dono, un momento importante per sensibilizzare, dai più giovani agli adulti, dalle istituzioni pubbliche alle aziende, passando per le scuole, le carceri, le organizzazioni del Terzo settore e tutti gli altri attori della società, sulla bellezza e il ruolo fondamentale di motore ri-generativo che il dono svolge all’interno delle nostre comunità.

Il report “Noi doniamo dell’Osservatorio sul Dono”

Ma il 4 ottobre è anche, da diversi anni, l’occasione di pubblicazione da parte dell’Osservatorio sul Dono dell’Istituto Italiano della Donazione, del report “Noi doniamo” giunto alla sua quarta edizione. L’obiettivo di questo lavoro non è quello di indagare aspetti specifici legati al dono, quanto cercare di scattarne una fotografia (letto nelle sue tre componenti: dono di tempo, dono economico e dono biologico) attraverso una sintesi delle principali evidenze che emergono da una selezione di ricerche di settore. In particolare vengono messe a sistema le indagini:

  • “Italiani solidali” realizzato da BVA Doxa (2.000 interviste in profondità di persone - anno di riferimento il 2020)
  • “Donare 3.0” realizzato da BVA Doxa (1.000 interviste a internauti sopra tra i 18 e i 64 anni più 30 interviste qualitative individuali - anno di riferimento 2020)
  • “Aspetti della vita quotidiana (AVQ)” realizzata da ISTAT (indagine multiscopo su 25.000 italiani residenti in 800 comuni - anno di riferimento il 2020)
  • “Italy Giving Report” realizzata da Vita Non Profit (estrapolazione dei dati di donazione dalle dichiarazione dei redditi - anno di riferimento il 2018)
  • “Censimento Permanente delle Istituzioni non profit” realizzato da ISTAT (indagine a campione triennale - anno di riferimento 2015)
  • “XIX Indagine IID sull’andamento delle Raccolte fondi” realizzata dall’Istituto Italiano della Donazione (354 organizzazioni intervistate tramite questionario - anno di riferimento 2020)
  • “3º monitoraggio #ildonononsiferma” realizzato dall’Istituto della Donazione (354 organizzazioni intervistate tramite questionario - anno di riferimento 2020/2021)
  • “CAF World Giving Index” realizzato da CAF (1.000 interviste per Paese coinvolto - anno di riferimento 2020)
    “Solidarietà, l’anticorpo contro l’indifferenza” realizzata per conto di Testamento solidale da Walden Lab (1.015 interviste a persone tra i 15 e i 75 anni - anno di riferimento 2020)
  • “Rappresentazione del dono nei telegiornali” realizzata dall’Osservatorio di Pavia (44.024 notizie dei principali sette telegiornali nell’edizione serale sulle emittenti televisive nazionali - periodo di riferimento luglio 2020 e giugno 2021)
  • “Nel 2020 garantita in Italia l’autosufficienza per il sangue, ma calano i donatori” articolo online del Centro Nazionale sangue (anno di riferimento 2020)
  • “Report 2020 – Attività annuale Rete Nazionale Trapianti” realizzato dal Centro Nazionale Trapianti (anno di riferimento 2020)
  • “Report annuale 2020” realizzato da IBMDR – Registro Italiano Donatori di Midollo Osseo (anno di riferimento 2020)

Quale è la fotografia del 2020?

Il 2020 è stato un anno molto particolare, trascorso con la pandemia COVID che ha sconvolto, in modo più o meno profondo, in alcuni casi rimettendone in discussioni le fondamenta, tutti gli aspetti della nostra società, dall’economia alla vita sociale. Provando a fare una sintesi delle principali evidenze riportate nel report “Noi Doniamo” emerge che:

  1. propensione a donare: la ricerca condotta da Walden Lab per Testamento Solidale evidenza come il 70% degli intervistati abbia fatto almeno una volta nella vita una donazione a un ETS. Se restringiamo l’arco temporale della donazione a 12 mesi, i dati sembrano mostrare una certa stabilità nel numero di donatori; per l’indagine multiscopo di ISTAT il 14,3% degli italiani, in lieve risalita rispetto il 2019, ha fatto una donazione, mentre per “Italiani Solidali” di BVA Doxa la percentuale si attesta al 18% (se si considerano i “forti donatori” - con donazioni sia a ETS che informali), al 3% (per i soli donatori a ETS) e 15% (per i donatori solo informali). Infine la ricerca di Walden Lab sopra citata, rileva una percentuale maggiore pari al 27%. A corollario di questo dato, “Italiani Solidali” registra una contrazione della fetta di popolazione che dichiara di non aver fatto nessuna donazione (neanche informale), che passa dal 55% al 64%.
  2. Donatori informali: nel 2020 vi è stato un forte rallentamento, come evidenziato dall’indagine “Italiani Solidali”, dei donatori informali (coloro che donano non passando tramite un’associazione, ad esempio durante la Messa, per strada con l’elemosina ecc.) che passano dal 41% del 2019 al 33%. In particolare a soffrirne maggiormente sono state le Offerte alla Messa che sono scese dal 29% dei rispondenti nel 2019 al 23% del 2020 e le donazioni in contanti a persone bisognose/elemosina (che passano dal 12% del 2019 al 9% del 2020).
  3. Donazioni in contanti: anche per effetto delle nuove dinamiche introdotte dall’emergenza COVID, come evidenzia l’indagine “Donare 3.0” di BVA Doxa, si può osservare un crollo dell'utilizzo del contante soprattutto tra gli internauti della fascia dei baby boomers (nati tra il 1946 e il 1964), che passa dal 49% del 2019 al 32% del 2020. Non si deve dimenticare che allo stesso tempo il 33% dei donatori informali rilevati da “Italiani Solidali” nella prevalenza dei casi avrà comunque utilizzato il contante, mostrando come l’abitudine a questo mezzo sia ancora ben lontano dall’essere sostituito da mezzi digitali.
  4. a chi si dona: è abbastanza prevedibile che in periodi come questo i donatori mantengano la propria attenzione al sostegno di realtà legate ai temi della salute e della ricerca (55% dei donatori, dato molto simile a quello del 2019 come osservato in “Italiani Solidali” da Doxa). Al secondo posto, con il 30% del campione, rimangono le realtà legate all’emergenza e alla protezione civile. Nella scelta dell’ETS, come evidenzia la ricerca di Testamento Solidale, i donatori mettono ai primi posti come criteri di scelta la fiducia, la sensibilità al problema e la condivisione dei progetti. Interessante sottolineare come stia diventando sempre più rilevante il criterio della vicinanza/prossimità del donatore con gli interventi.
  5. Quanto si dona: i donatori intervistati da “Italiani Solidali dichiarano di donare agli ETS mediamente 80€ (valore in forte crescita rispetto i 59€ di partenza nel 2015 e i 66€ del 2019), mentre l’importo per le donazioni informali si “ferma” a 36€ (valore che si riavvicina ai 35€ del 2017/2018 dopo una lieve decrescita nel 2019, ancora però lontani dai 42€ del 2015/2016). La ricerca di Testamento Solidale osserva un valore in linea: 90€ in crescita rispetto i 77€ del 2020.
  6. Perché non si dona a un ETS: il 24% dei donatori informali intervistati da BVA Doxa in “Italiani Solidali afferma di non fidarsi delle associazioni e degli enti. Anche tra gli internauti (“Donare 3.0 di BVA Doxa) la mancanza di fiducia è la principale causa, che però ha visto un’importante decrescita come motivazione passando dal 60% dei non donatori intervistati nel 2019 al 51% del 2020. Al secondo posto, stabile, vi è la scarsa disponibilità economica (22%). Dall’altro lato diminuiscono la causa della scarsa trasparenza e poca comunicazione (passa dal 21% del 2018 al 15% del 2020) e quella di non aver avuto occasione di donare (dal 15% del 2018 all’11% del 2020).
  7. Donazioni di tempo: è facile intuire che con tutte le restrizioni imposte dalla pandemia, l’attività di volontariato abbia subito un anno difficile, evidenze che emergono anche dai dati della multiscopo di ISTAT che mostra una perdita di oltre 300 mila volontari nel 2020 (da 5,2 mln a 4,8 mln) nelle associazioni di volontariato e un analogo dato nelle organizzazioni culturali e ricreative (da 4,5 mln a 4,2 mln) [non va erroneamente pensato che il numero di volontari totali in Italia sia la somma di questi due valori, ma nella maggioranza dei casi la persona svolge attività di volontariato contemporaneamente in entrambe le tipologie di enti]
  8. dono nei telegiornali: dai dati dell'Osservatorio di Pavia emerge un calo della presenza del dono nei telegiornali (dall’1,83% delle notizie nel 2020 all’1,22% del 2021) a causa del minore impatto emotivo dell’emergenza COVID. Interessante sottolineare come si stia tornando a preferire una narrazione mediata dai giornalisti piuttosto che attraverso una testimonianza diretta degli attori del sociale. Infine prosegue il trend di lenta crescita delle notizie che raccontano buone prassi in materia di dono e volontariato (45% delle notizie totali), rispetto il 55% di notizie che lo rappresentano come gesto d’impulso e di reazione ad avvenimenti improvvisi e drammatici.
  9. Nuovi attori di fundraising: le diverse rilevazioni effettuate da BVA Doxa, in momenti e con modalità differenti, sono tutte concordi nell’evidenziare come le ONP abbiano sofferto nell’attività di raccolta fondi la “concorrenza” di nuovi attori (Protezione Civile, ospedali, campagne di crowdfunding di influencer e media) che hanno stimolato quei donatori più “emergenziali” ed estemporanei che si attivano in occasione di grandi mobilitazioni per emergenze come i terremoti. In particolare in “Italiani Solidali” del 15% di chi dichiara di aver fatto una donazione per l’emergenza, il 6% afferma di non aver fatto poi altre donazioni a ETS.
  10. Donazioni biologiche: come riportato dal Centro Nazionale Sangue, dopo due anni di deboli miglioramenti, il 2020 ha visto il calo del 3,4% dei donatori (4% della popolazione). Per effetto delle conseguenze dirette e indirette nelle strutture sanitarie, nel 2020 sono calati del 9,3% anche i trapianti di organi e del 34,5% quelli di tessuti. Anche la rilevazione della propensione a diventare donatore (tramite il Sistema Informativo Trapianti) sembra mostrare un leggero rallentamento, passando dal 66,4% degli italiani che hanno espresso la propria volontà al momento del rinnovo della carta d’identità (modalità principali attraverso cui raccogliere la propensione) nel 2020 a 68% nel 2021. Va comunque considerato che il 47% non si espone, né in senso positivo, né in senso negativo.
  11. Effetti della pandemia sugli ETS: il 46% degli Enti intervistati dall’IID nella “XIX Indagine IID sull’andamento delle Raccolte fondi” afferma che i lockdown hanno influito sulla possibilità di raccogliere fondi (il periodo peggiore è stato il primo lockdown, per il 53% dei rispondenti) e il 43% prevede di chiudere il 2021 con un ulteriore calo. Anche dal punto di vista dei servizi, un quarto degli enti si è trovato costretto a sospenderli totalmente o parzialmente.
  12. ETS attivi nella raccolta fondi: dai dati del Censimento Permanente di ISTAT del 2015 emerge che delle oltre 359 mila istituzioni non profit, solo 72 mila (20%) hanno svolto attività di raccolta fondi (dato comunque in crescita rispetto il 2011). Quelle che hanno visto una maggiore attivazione sono stati quelle che operano nella filantropia e promozione del volontariato (+17,7 punti percentuale), nell’ambito della religione (+16,9 punti percentuale), nell’ambiente (+8 punti percentuali) e nella tutela dei diritti e attività politica (+6,4 punti percentuale). Se si vanno a vedere le voci di entrate nel bilancio, sono 116 mila gli enti che indicano entrate da contributi, offerte, donazioni e lasciti testamentari (per un totale di 4,8 miliardi di euro). Nel dettaglio, il 57% di loro hanno bilanci con meno di 30 mila euro e solo nel 19,8% superiore ai 100 mila euro.

 Alcune domande di riflessione aperte

Come si può vedere, il report scatta una fotografia molto articolata sull’universo delle donazioni in Italia. La maggior parte delle indagini analizza le donazioni attraverso gli occhi, e le dichiarazioni, dei singoli donatori. Come spesso viene detto, questo è sicuramente un punto di forza, ma anche un grosso limite soprattutto perché il tema è un argomento estremamente delicato (che quindi potrebbe legarsi a distorsione legato a meccanismi di desiderabilità sociale del rispondente) e sfumato nella sua definizione (i confini su ciò che ognuno di noi considera donazione possono essere molto diversi da soggetto a soggetto).
Solo l’analisi di ISTAT sul Censimento Permanente, i cui dati però che sono ormai un po’ troppo vecchi, e la XIX Indagine IID sulle raccolte fondi, che come riportato nel report stesso non ha un campione statisticamente significativo, rovesciano il punto di osservazione partendo da dati di donazione più certi: quelli registrati direttamente dagli ETS.
In questo momento di sofferenza del mondo delle donazioni sarebbe utile per tutti noi che operiamo in questo ambito, riuscire ad entrare più in profondità cercando di capire se la causa va attribuita principalmente all’emergenza COVID oppure se ci sono altri elementi strutturali del settore, considerato che è un trend che si osserva da ben prima dello scoppio della pandemia. Facendo un parallelismo con il mondo profit, sarebbe come dire che le aziende non vendono più perché c’è la crisi economica senza accorgersi che il loro prodotti sono scadenti, non rispondono più alle attese dei consumatori oppure vi sono delle forti lacune lato marketing e pubblicità ecc.
Un altro aspetto che risulta sempre poco esplorato, è quello motivazionale: in numeri ci possono dire come si comportano, ma poco o nulla ci possono aiutare a capire il perché lo fanno e nel caso come poter adeguare le nostre strategie per accogliere meglio bisogni e aspettative dei donatori, o potenziali tali, considerando che oltre il 60% degli italiani non fa donazioni al non profit. Fermarsi alla mancanza di fiducia e/o trasparenza è un livello troppo generico, perché tutti sappiamo come la fiducia possa legarsi a una molteplicità di variabili estremamente soggettive.
E per concludere sul tema del dono e della fiducia, riportiamo una delle riflessioni della sociologa Chiara Saraceno durante l’incontro di presentazione del report in Fondazione CRC. Secondo la professoressa, dobbiamo smettere di pensare al dono come un comportamento univoco, bensì è il terminale di comportamenti, approcci, culture e dinamiche sociali molto differenti tra loro. Se continuiamo a guardarlo solo come altruismo, generosità, beneficenza, ecc. non entriamo in sintonia con gli schemi motivazionali che spingono le persone. Ed è questo anche uno dei motivi per i quali non dobbiamo fermarci a valutare l’andamento delle donazioni partendo solo dal dato economico, essendo questo solo il fatto finale che non tiene conto della filiera che lo ha generato.

La ricerca è scaricabile dal sito dell’Osservatorio sul Dono.

Articolo a cura del Tavolo ASSIF sulla Ricerca

 

 

Philantropy ERNOP

Vi segnaliamo i prossimi seminari gratuiti organizzati da ERNOP (European Research Network on Philanthropy), associazione che riunisce ricercatori da tutta Europa con l'obiettivo di coordinare gli sforzi e aumentare l'impatto nel campo della ricerca e raccolta dati nel settore filantropico.

 La partecipazione ai seminari è gratuita, è necessario iscriversi nellae pagine dedicate.

Survey EFA

L’European Fundraising Association in collaborazione con Salesforce.org ha rilanciato proprio in questi giorni la “pan-European comparative survey” per indagare gli effetti che la pandemia ha avuto sul fundraising e sulle attività degli Enti e delle Organizzazioni non profit.

La survey lanciata nel 2020 aveva raccolto le risposte di circa 800 fundraiser e rappresentanti delle realtà non profit in tutta Europa.

Come ASSIF – Associazione Italiana Fundraiser crediamo sia importante continuare a raccogliere informazioni per una maggiore comprensione degli scenari presenti e futuri a livello italiano ed europeo legati alla pandemia, supportare le realtà del non profit e garantire la loro sostenibilità.

Per questo ti chiediamo di rispondere alla survey che trovi QUI (questionario integralmente tradotto in italiano) e che ti richiederà soltanto 5 minuti per rispondere.

Grazie!

 

INP Indagine Riforma Terzo Settore

Il 2 luglio, nella sala Capitolare del Senato, è stato presentato il Primo Terzjus Report che contiene i risultati dell’indagine “Riforma in Movimento”, promossa da Terzjus  e Italia non profit, che ha visto coinvolto anche ASSIF tra i partner di diffusione.

L’obiettivo dello studio è di recepire e dare voce al vissuto degli enti italiani rispetto alla nuova legislazione. Come hanno affrontato questo cambiamento? Come si sono preparati? Quali sono i dubbi, le preoccupazioni e quali le necessità? In che modo la Riforma viene vissuta come un’opportunità e quanto come una sfida?

Hanno aderito 1.671 enti che a diverso titolo rappresentano le organizzazioni del Terzo Settore, di cui 1.1611 sono state le risposte complete e adeguate ai fini dell’analisi. Due enti su tre, sono APS, ODV oppure associazioni generiche con lo status di onlus, mentre i settori di attività prevalenti sono i servizi alla persona, ricreativo culturale ed educazione, istruzione e formazione.

Rispetto la consapevolezza delle novità introdotte dalla Riforma, emerge che una parte importante degli enti (più o meno 1 su 3), non è aggiornata o ha informazioni poco precise. Nello specifico:

• poco meno di 1 ente su 3 non ha consapevolezza che con il RUNTS rappresenterà un’opportunità di apertura verso l’esterno rendendo accessibili a tutti i dati essenziali delle organizzazioni;
• il 40% degli enti non è a conoscenza della possibilità, introdotta dalla Riforma, di poter affiancare anche attività diverse da quelle di interesse generale;
• solo 1 ente su 4 ha consapevolezza che la Riforma ha interessato anche il 5x1000;
• 1 ente su 4 non conosce i nuovi benefici fiscali per le donazioni introdotte dalla Riforma e più della metà di quelli che ne hanno contezza, non l’hanno ancora comunicato ai donatori adeguatamente.

Per quanto riguarda l’attivazione del proprio ente per adeguarsi alle novità della Riforma, emerge che:

• quasi 9 enti su 10 ha espresso l’intenzione di iscriversi al RUNTS (evidenza prevedibili considerata la composizione del campione in cui prevalgono APS e ODV che entreranno in automatico);
• quasi il 50% degli enti ha colto l’occasione per revisionare completamente lo statuto e non solo integrare le previsioni normative;
• sono poche le organizzazioni pronte ad adottare i nuovi schemi di bilancio;
• il bilancio sociale viene percepito come un obbligo anche se in alcuni casi probabilmente non vi è un reale obbligo normativo per mancanza dei requisiti richiesti.

Per approfondire nel dettaglio tutti i risultati, e possibile scaricare gratuitamente il report completo dalla pagina https://italianonprofit.it/riforma-in-movimento/risultati/

IWITOT UK Europe Luglio2021

Il prossimo 15 luglio, dalle 15 alle 17, si terrà l’edizione 2021 (online) di IWITOT – I Wish I’d Thought of That – UK & Europe.

Dodici relatori, sessioni da 7 minuti, idee, spunti, campagne che hanno ispirato e a cui … “avrei voluto pensarci io!”

Per i soci ASSIF è disponibile uno sconto del 25% sul costo del biglietto. Basterà inserire il codice ASSIF25 al momento dell’acquisto.

Per info e iscrizioni: https://www.tickettailor.com/events/sofii/521694

Skillando 1

All’inizio del 2021 Assif ha deciso di patrocinare un’iniziativa nuova, lo Skillando Italian Tour, un’operazione di volontariato professionale che si poneva l’obiettivo di aiutare la digital transformation il non profit italiano.
Il viaggio si è articolato in sei tappe - che ha attraversato tutto lo stivale - per aiutare nel loro progetto di trasformazione digitale sei enti e organizzazioni non profit selezionate tra oltre 60 organizzazioni. Skillando Italian Tour, nasce all’interno di Skillando Digital Volunteering ed è un progetto fondato da Filippo Scorza e Paolo Marazzi nel 2017.

Il tour è partito il 2 Maggio da Milano e si sta per concludere il 10 in provincia di Agrigento.
Realizzato grazie al supporto di diverse aziende e partner, Paolo e Filippo si sono spostati con mezzi pubblici e in bici per incontrare a Milano, la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori - LILT Milano Monza Brianza APS, a Cesena Diabete Romagna, a Pieve Santo il Piccolo museo del diario, a Roma SeedScience, a Caserta Rain Arcigay Caserta ODV e a Santa Margherita di Belice (Agrigento) l’A.S.D. Leoni Sicani Onlus. In ogni tappa sono stati raggiunti da un team di volontari pronti ad aiutare l’organizzazione nel progetto definito.

A pochi giorni dalla fine del tour, Assif ha pensato di farsi raccontare in prima persona l’impatto del tour da una delle organizzazioni protagoniste: il Piccolo museo del diario la cui fundraiser, Loretta Veri, è socia di Assif da molti anni.

Il contesto

Come tutto il settore culturale, anche il PMD nel 2020 si è trovato davanti a una grande sfida: adattarsi ai cambiamenti imposti dalla pandemia. Oltre ai lunghi tempi di chiusura, la pandemia ha significato anche niente più visite scolastiche e un numero di visitatori estremamente ridotto.
Nell’ottica di affrontare adeguatamente i bisogni e le sfide presenti e future, il Museo ha definito una strategia abbiamo definito una strategia finalizzata all’offerta di una serie di attività, servizi e strumenti legati alla didattica o alla fruizione culturale, pensati per due diversi target group: la scuola sia primaria che secondaria e il pubblico generico.
Per questo ha cominciato a realizzare dei kit didattici volti a:
i) avvicinare gli utenti ad alcune tematiche (storiche, sociali, culturali) particolarmente emblematiche per il fondo archivistico conservato da ADN;
ii) coltivare la relazione con le classi di studenti che hanno visitato in passato il museo;
iii) ingaggiare e coinvolgere fasce eterogenee di pubblico;
iv) attivare rapporti partecipati con gli utenti attraverso pratiche di sperimentazione creativa.

Senza una strategia di marketing però questo progetto non poteva compiutamente realizzarsi. Ed è qui che entrato in gioco Skillando.

Cosa vi ha spinto a partecipare a Skillando e quali erano le vostre aspettative?

Abbiamo raccolto più di una sollecitazione che ci derivava dal mondo del fundraising che conosce sia la realtà dell’Archivio dei diari che quella del Piccolo museo del diario. Nell’analizzare la call abbiamo cercato di capire quale segmento delle nostre attività poteva avere le giuste caratteristiche per la partecipazione. Il dubbio iniziale era quello che si cercassero realtà molto meno digitali della nostra che ha già iniziato a sfruttare tali opportunità da anni in molti settori. Non ci sentivamo totalmente estranei all’ambiente digitale e ci pareva che la call mirasse a far crescere realtà più analogiche. Così abbiamo puntato sul Piccolo museo del diario che ha margini di crescita esponenziali e in particolare su uno dei nostri punti deboli: come fare in modo che un prodotto digitale, i KIT e laboratori didattici pensati dal museo e realizzati con i dotdotdot, potessero raggiungere il pubblico al quale sono destinati. Abbiamo dunque cercato di capire come poter migliorare le proposte sulla didattica museale e la sua promozione confrontandosi con un gruppo di persone formate in ambiti diversi dal nostro. Avevamo buone aspettative, superate dalla competenza e dall’entusiasmo dei volontari.

Il gruppo di volontari che è arrivato a Pieve Santo Stefano era composto da 9 volontari (oltre Paolo e Filippo), voi avete impegnato sul progetto 4 risorse. Raccontateci un po’ dei 4 giorni di lavoro con il gruppo di volontari.

C’è sempre da imparare, soprattutto se si ha la mente aperta per farsi mettere in discussione. All’inizio non è semplicissimo perché ci si deve abituare al linguaggio, ai modi, all’atteggiamento degli altri. Noi li abbiamo soprannominati “gli skillando” e credo che continueremo a lungo a a chiamarli così e a ricordarli. Ricordare è nella nostra natura.
Ci siamo divisi in gruppi, chi lavorava sul fundraising con le fundraiser dell’Archivio, chi smanettava fra piattaforme di ticketing online e plugin di wordpress, realizzando complicati fogli excel pieni di formule magiche e quantificazioni di sprechi di tempo… Poi c’era chi faceva le pulci al sito piccolomuseodeldiario.it mettendo in evidenza pregi e difetti e proponendo cambi radicali, intermedi, soft. Chi analizzava il nostro attuale sistema di prenotazione biglietti, che sapevamo già essere elefantiaco, e ci dava soluzioni chiavi in mano per passare dal faccio tutto a mano a faccio tutto in automatico.
Il lavoro più corposo è stato quello per cui “gli skillando” sono stati chiamati in azione: la strategia di promozione di Kit e laboratori didattici. Soluzioni con A/B test per spedire mail e lettere cartacee alle scuole si sono intrecciati con ricerche di istituti da contattare in tutto il centro Italia. E infine c’era anche chi lavorava a creare QR-Code per permettere ai visitatori stranieri di fruire dei contenuti del museo dal proprio smartphone visto che le audioguide sono ancora un oggetto proibito causa Covid.
Abbiamo arricchito il nostro vocabolario - molto radicato sulla lingua e i dialetti italiani che pratichiamo da 37 anni raccogliendo diari e memorie - con nuovi termini che hanno riecheggiato per giorni nelle stanze dell’antico Palazzo Pretorio: personas, scenarios, funnel, mockup, as-is, brief, scraping, lead magnet, work-flow e mille altri. Le tre guide del museo saltellavano da un gruppo all’altro cercando di incamerare più informazioni e stimoli possibili e di essere d’aiuto fornendo dati, materiali ma soprattutto comunicando l’esperienza di visita del nostro museo. Siamo contenti che abbia fatto luccicare molte pupille anche fra chi è più abituato a stare davanti a un monitor che a lasciarsi trascinare dall’emozione della vita degli altri.
E alla fine quando sono state tirate le fila, il lavoro che ci veniva lasciato con generosità in una cartella del drive era impressionante.
Lo abbiamo festeggiato con una torta alla panna e la foto di rito con le due menti di questo originale progetto.

Quali sono stati, dal vostro punto di vista, i risultati di questi 4 giorni di intenso lavoro?

I risultati del lavoro ci hanno consentito di tracciare nuove prospettive rispetto al progetto iniziale: abbiamo cercato di ottimizzare la landing page per la vendita del kit didattico “Diari Incrociati”, studiato una campagna di promozione e fidelizzazione degli utenti, creato una banca dati con i contatti degli istituti scolastici del centro nord Italia, ma anche elaborato un sistema di prenotazione e vendita dei biglietti on line e creato dei QR-Code informativi per aumentare l’esperienza di visita per gli ospiti italiani e stranieri del Piccolo museo del diario.

E anche sul fronte fundraising abbiamo recepito molti utili suggerimenti su come coinvolgere meglio i donatori, migliorare il sito attivalamemoria.it, risolvere con un semplice form di Google i problemi di privacy di Satispay che limitano la tracciabilità delle donazioni. È stata l’occasione e la spinta per rimettere mano al sito del Piccolo museo del diario e aggiornarlo, cosa che avremmo dovuto fare da almeno un paio d’anni. E adesso che lo abbiamo messo a posto e affidato alle cure di un esperto, ci impianteremo un plugin di prenotazione che ci permetterà di rendere autonoma e più efficace l’interazione con l’utenza che vuol prenotare un biglietto al museo.
Risultati che sono andati oltre le nostre aspettative e hanno già impresso un cambiamento fin dai giorni immediatamente successivi al tour.

Quali sono i 3 principali insegnamenti che vi portate a casa da questa esperienza?

Abbiamo capito, una volta di più, quanto sia importante mettersi nei panni dell’utente davanti a una proposta didattica e commerciale, abbiamo avuto l’opportunità di un confronto con persone competenti in vari ambiti che ci hanno fatto scoprire nuovi strumenti per migliorare il lavoro quotidiano. Non è mai facile mettersi in discussione ma è molto stimolante essere analizzati con occhi esperti ed estranei (quindi oggettivi).

Cosa è cambiato al PMD dopo il passaggio di Skillando?

Lo staff del museo e la direzione dell’Archivio Diaristico Nazionale si sono subito riuniti per analizzare il lavoro del gruppo Skillando. Con i dovuti aggiustamenti e i necessari compromessi è emerso come tutti i progetti proposti saranno attuati. Scontato dire che il Piccolo museo del diario cambierà in meglio.

Secondo voi quanto è importante un progetto simile per non profit italiano?

È molto importante se si rispettano due essenziali prerogative che vanno nella direzione dell’incontro. Le organizzazioni devono mettersi in gioco, fornire un team competente su varie materie che segua tutto il percorso, essere aperte al cambiamento ed essere pronte a farsi analizzare. Chi arriva deve avere un approccio che mira anche all’ascolto delle esigenze dell’ente e delle sue aspettative. Non è sempre facile capire le scelte di un’organizzazione non profit e tendere a filtrarle con un parametro commerciale. L’incontro fra due realtà diverse è sempre stimolante se c’è il desiderio di trovare un punto di confluenza. Per noi è stato un vero arricchimento. Ma dai post che abbiamo letto su Linkedin o in giro per il web abbiamo capito che il Piccolo museo del diario ha lasciato una traccia nei cuori dei nostri nuovi amici. Un bel progetto di vera condivisione.

Siamo davvero contenti di aver constatato l’impatto di un progetto come questo direttamente dalle parole dello staff dell’organizzazione e siamo altrettanto felici che l’impatto di questo progetto e i bisogni del terzo settore verranno comunicati anche attraverso al realizzazione di un documentario: la casa di produzione ItalianFilm infatti, si è offerta probono di realizzare un documentario sul tour e sta seguendo Filippo e Paolo dalla prima tappa.

Ad maiora Skillando!

Skillando Museo Diario

Legacy Summit unsplash

Il 17 giugno 2021 si terrà il Legacy Strategy Summit (#LSS21).

L'evento, che si terrà online, presenterà insights e trends con riferimento al fundraising da lasciti testamentari e esplorerà il panorama su questo strumento nell'era post-COVID.

Le socie e i soci ASSIF potranno avere accesso ad uno sconto del 10% sulla partecipazione all'evento, in quanto ASSIF è membro di EFA - European Fundraising Association. Per usufruirne occorrerà inserire, al momento dell'iscrizione, il codice EFA DISCOUNT.

rete del dono donare 3.0 edizione 2021 doxa paypal

Donare 3.0 è l’indagine annuale condotta da BVA Doxa in collaborazione con Rete del Dono e PayPal per indagare il fenomeno delle donazioni online, le abitudini dei donatori che utilizzano questo canale e le sue potenzialità di sviluppo tra la popolazione dei donatori italiani.

È stata realizzata nei mesi di marzo e aprile 2021 con 1.000 interviste alla popolazione di età compresa tra i 18 e i 64 anni che utilizzano internet (onliner), in abbinamento a 30 interviste qualitative individuali e uno specifico approfondimento sul Codiv 19, per valutarne gli effetti sulla popolazione dei donatori online.

In Italia circa 35 milioni di persone utilizzano Internet, ed il 41% lo fa esclusivamente attraverso il cellulare. I social più diffusi sono Facebook e Instagram che contano rispettivamente 29 e 20 milioni di utenti. Oltre 23 milioni di italiani hanno effettuato almeno 1 acquisto online.

Questa la vastissima platea degli onliner italiani che, malgrado la pandemia e un sentiment generale poco positivo, si confermano propensi al dono, con l’82% degli intervistati che ha effettuato almeno una donazione nel 2020 (sia online che offline), confermando così un trend già in essere da qualche anno. Confermati anche gli ambiti di maggiore interesse per gli internauti-donatori: Salute e Ricerca, Emergenza e Protezione Civile, Tutela dell’Ambiente e degli animali e Assistenza Sociale, con pochissimo scostamento rispetto ai valori dell’anno precedente. Stabili anche le percentuali relative alle tipologie di donazione preferite dagli italiani digitali: il regalo solidale nel 70% dei casi, la donazione nel 63% ed il crowdfunding nel 19%.

Di seguito i dati più interessanti della ricerca, che sicuramente saranno utili alle Associazioni per l’impostazione delle loro campagne online:

  1. Frequenza della donazione: Il 42% dei donatori online non è un donatore occasionale ma dona più di una volta l’anno e nel 15% dei casi è un donatore regolare, quindi è importante fidelizzare e coltivare i donatori onliner
  2. Fedeltà: Il 60% dona a più di una associazione (tra 2 e 5), con la categoria dei Baby Boomers maggiormente rappresentata
  3. Età: relativamente alle attività di donazione online effettuate negli ultimi 12 mesi, per la prima volta gli under 40 sono la categoria maggiormente rappresentata (84%) seguiti dalla Generazione X che vede un modesto incremento del valore - dal 79 all’81%, mentre i Baby Boomers scendono dall’87 al 79%
  4. Importo: il 42% del campione intervistato ha donato una cifra superiore ai 50 euro, mentre solo il 17% ha donato una cifra inferiore ai 10 euro
  5. Modalità: per la prima volta, e certamente in relazione all’effetto Covid, la modalità di pagamento digitale raggiungono e superano anche se di poco, quelle tradizionali in contanti, e il calo riguarda non soltanto le generazioni più giovani, ma anche i Baby Boomers, tradizionalmente più legati a questa modalità (34% online contro il 33% del contante). Lo strumento più utilizzato risulta Paypal (72% rispetto al 60% dell’anno precedente), mentre la carta di credito mantiene un valore stabile pari al 70%.
  6. Motivazione al non dono: dato estremamente interessante, che fa emergere un calo della ‘sfiducia’ nelle organizzazioni non profit (dal 61% al 51%) e della poca informazione ricevuta sull’impiego dei fondi e sullo svolgimento dei progetti sostenuti con le donazioni. In salita invece gli ostacoli alla donazione derivanti dalla crisi economica e dal sostegno a familiari o amici in difficoltà
  7. Impatto del Covid: per il 60% degli intervistati il Covid non ha influenzato l’attività di donazione, mentre per il restante 40% la pandemia ha mutato le abitudini donative portando a non donare principalmente a causa della mancanza di banchetti e manifestazioni (31%). Per molti donatori la mancanza di informazioni che li potessero raggiungere al di là del contatto personale con qualcuni dell’Associazione è stato un fattore deterrente molto importante, così come la non facilità nel reperire le informazioni per donare oppure per non aver ricevuto una richiesta esplicita: fattori importanti che possono essere utili alle ONP per tarare meglio le comunicazioni con il proprio target di riferimento. Il 20% dei donatori online intervistati ha invece deciso di sostenere direttamente un ospedale o una struttura di assistenza pubblica. 

Proprio quest’ultimo dato ci ricorda quanto sia importante per ogni ONP impostare un dialogo con i propri sostenitori che sia in grado di renderli partecipi della loro realtà, di interagire ed entrare a far parte di una comunità. Prospect e donors necessitano di azioni diverse ma dello stesso impegno nel coinvolgere e fidelizzare: i donatori attivi vogliono essere maggiormente informati sui risultati raggiunti dall’ONP, mentre i prospect, che ancora non hanno un legame forte con l’organizzazione, hanno bisogno di una comunicazione che li rassicuri prima di tutto sulla serietà e sull’efficacia del loro impegno.

Come fare quindi per utilizzare al meglio i canali digitali ed intercettare o fidelizzare i donatori onliners?

  1. Comunicare targettizzando il più possibile il messaggio, con un linguaggio semplice alternato a contenuti video e immagini
  2. Sfruttare i nuovi canali emergenti mantenendo però una coerenza con gli strumenti già esistenti e offrendo al pubblico la possibilità di interagire e stabilire un contatto con l’ONP.

Gli onliner utilizzano tutti gli strumenti a disposizione per conoscere meglio l’organizzazione (sito, social, testimonial, dirette/webinar) ma, come emerge dall’ultima parte della ricerca dedicata all’utilizzo di questi strumenti, un sito navigabile e le dirette social sono risultate tra le più apprezzate per mantenere un rapporto con l’associazione, mentre le pagine social e i video degli influencer sono stati gli strumenti maggiormente utilizzati dal pubblico dei donatori.

La ricerca completa è disponibile QUI

Gaia Relucenti, socia ASSIF e componente del gruppo di lavoro sulla ricerca

 

FR online 2021

“Engagement is a combination of vehicles, integration is the key

Si è appena concluso Fundraising online 2021, l’evento online organizzato da Resource Alliance dedicato a digital fundraising e engagement, ai trends tecnologici che hanno informato il nonprofit negli ultimi mesi e anche a gettare uno sguardo in avanti, per capire cosa accadrà nel prossimo futuro.

La nostra vicepresidente e delegata all’Internazionalizzazione, Simona Biancu, ha partecipato all’evento e ci ha lasciato qualche spunto di riflessione interessante.

Non è facile restare "ingaggiati” per 3 giorni davanti ad uno schermo; in attesa, e con l’auspicio, di riprendere la frequentazione fisica di eventi come questo, ho trovato interessante l’approccio concreto ma, al tempo stesso, orientato ad una visione di quello che significa fare fundraising in un contesto di pandemia mondiale. Una parola, a mio parere, ha caratterizzato l’evento – ed è una parola che sempre più spesso, ormai negli anni, incontro nel confronto con i colleghi: integrazione. Una delle cose che l’ultimo anno ci ha insegnato è, a mio avviso, la necessità di abbandonare il ragionamento “per silos” e trovare la giusta combinazione per la nostra organizzazione, il nostro Board, la nostra campagna. Solo uno sguardo e una pratica aperti costituiscono il driver per guardare allo sviluppo futuro in un tempo complesso e ancora piuttosto incerto”.

Tra le sessioni più interessanti, per i temi valoriali affrontati e i modi di interpretare il fundraising, ci sono state: “Moments or movements? Driving momentum by building community” che è stato un invito ad essere socialmente attivi con un approccio valoriale, prima ancora che professionale; e la sessione “Biden-Harris: the inside story of the record-breaking campaign” che ha raccontato un cammino verso le ultime elezioni presidenziali americane visto dalla parte di chi ne ha gestito la sostenibilità economica.

Un bel momento di confronto a tutto tondo, speriamo di poter riprendere a farlo dal vivo e non solo dietro uno schermo”.

Bando dono e dintorni 2021

Per il terzo anno consecutivo abbiamo il piacere di collaborare al Bando Dono e Dintorni 2021 con Fundraiserperpassione, sostenuto dal fondo aziendale costituito per “incentivare la cultura del dono e lo sviluppo della professione del fundraiser e del promotore del dono”. L’iniziativa è svolta in collaborazione con Italia non profit e in partnership con Rete del Dono.

Anche quest’anno sono due gli ambiti di finanziamento:

1) Sviluppo della professione: l’obiettivo è contribuire al miglioramento delle capacità necessarie ai/alle fundraiser per svolgere quotidianamente e in modo efficace la professione.

2) Personal Fundraising: verrà premiata la miglior esperienza di Personal Fundraising a sostegno di un’organizzazione non profit. Nello specifico sarà valutata la capacità del/della personal fundraiser di: attivare la propria comunità di riferimento, coinvolgere il maggior numero di donatori, dimostrare un buon grado di creatività, attirare l’interesse della stampa e la visibilità sui social network, ingaggiare influencer.

Le candidature possono essere presentate dal 1 aprile 2021 fino al 15 giugno 2021.

Gli esiti verranno comunicati a partire dal 1 luglio 2021.

Leggi il bando e partecipa al webinar per saperne di più! Appuntamento il 23 aprile alle 12:00.

 

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