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“A tu per tu con il socio ASSIF” 

Dietro ad ogni socio ASSIF, c’è un fundraiser con tante storie da raccontare. Questa volta però i fundraiser sono due: Andrea Varotti, referente territoriale del GT Emilia Romagna, e la sua vice Mara Albieri, che dice di aver risposto per dare un supporto e un sostegno ad Andrea!

Ecco le loro interviste a confronto.

1. La professione di fundraiser, una scelta o un caso?

Andrea: Assolutamente un caso… e sono passati 7 anni.

Mara: Assolutamente una scelta tanto voluta,

2. Quali sono secondo te le skills più richieste nella professione di fundraiser?

Andrea: Visione e lungimiranza, basi tecniche specifiche, passione ed entusiasmo, una buona dose di “faccia tosta”.

Mara: Problem Solving, creatività, negoziazione, lateral thinking, capacità decisionale, team management, intelligenza emotiva, pensiero critico, gestione dello stress, proattività ma soprattutto passione, amore, determinazione e fantasia.

3. Quando sei entrato in contatto con Assif per la prima volta e cosa vuol dire per te far parte dell'Associazione Italiana Fundraiser?

Andrea: Come dicevo prima sono entrato in questo mondo per caso. Va da se che ho cercato sin da subito di condividere e cercare di capire questo “mondo” a me sconosciuto. Io che non conoscevo questa professione ho trovato in Assif “spalle” pronte alle quali mi sono potuto appoggiare ed è stato un fondamentale punto di partenza per costruire la mia di professionalità.

Mara: Appena uscita dal master e senza Assif farei solo il 50% del mio lavoro, l’altro 50 l’ho imparato nell’associazione.

4. Che consigli daresti ad un giovane che vorrebbe intraprendere la carriera del fundraising?

Andrea: Formarsi, formarsi e formarsi! E poi sperimentare, non aver paura; è una professione particolare che cambia molto in base all’ente dove si viene inseriti. Nelle piccole organizzazioni il giovane fundraiser deve essere pronto a “sporcarsi le mani”.

Mara: Iscriviti ad ASSIF, fai un master o corsi di formazione e buttati a fare esperienza, sii sempre curioso.

5. Dove porteresti a cena un major donor?

Andrea: In un locale tipico della zona dove mi trovo, dando valore alla sostanza e non alla forma per trasmettergli i valori che contraddistinguono l’ente.

Mara: A una cena di beneficenza.

6. Dì una cosa nel dialetto della tua regione a tutti i fundraisers?

Andrea: “Brisa fer dal cinema, fev di fat non dal pugnatt!”

Mara: “Par ciapè di baioc te da pedalè no aspitè”

A voi la traduzione. Ne usciranno delle belle!

MaraAndrea

 

A cura di Eleonora Mancinotti, socia Assif

 

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“A tu per tu con il socio ASSIF” 

Dietro ad ogni socio ASSIF, c’è un fundraiser con tante storie da raccontare. Le interviste che proporremo vi sveleranno qualcosa di più sui nostri soci e sul mondo ASSIF. Coincidenze, amicizie, simpatici aneddoti dal passato e i benefici di far parte dell’ASSIF, l’Associazione Italiana Fundraiser: questo e molto altro nella nuova rubrica “A tu per tu con il socio Assif”.

Siamo alla terza intervista della nostra nuova rubrica ed è la volta di Federica Maltese, referente territoriale del GT Piemonte, che sottolinea l’importanza delle competenze trasversali e quanto ASSIF sia per lei vera e propria linfa vitale!

1. La professione di fundraiser, una scelta o un caso?

Assolutamente un caso, almeno per me! Stavo per finire il dottorato, con la prospettiva di restare in Francia. Ho partecipato ad un bando sull’innovazione che aveva come premio la possibilità di seguire un corso universitario. Era il 2014, scelsi il Master in Fundraising perché volevo rendere sostenibile la piccola associazione di cui ero presidente. Il premio l’ho vinto, il Master l’ho frequentato e da lì in poi…beh, mi hanno fregata!

2. Quali sono secondo te le skills più richieste nella professione di fundraiser?

Domanda impegnativa. A leggere le candidature c’è praticamente di tutto. Nella vita reale mi sono accorta che saper gestire una campagna di advertising, usare i social, conoscere WordPress, avere minime competenze di copy e di grafica, ecc.. viene dato per scontato, ma non dovrebbe esserlo visto che sono, appunto, competenze trasversali! Tuttavia, in fondo, anche se non è mai scritto nelle job description credo davvero che la skill più richiesta (in modo inconscio) sia la sottile arte della diplomazia, da esercitare ogni giorno e in ogni contesto. Quando entri in una ONP, soprattutto le piccole o le medie associazioni, è una qualità fondamentale, perché non puoi mai imporre il tuo punto di vista, anche se hai ragione. È sempre una mediazione continua, sempre.

3. Quando sei entrato in contatto con Assif per la prima volta e cosa vuol dire per te far parte dell'Associazione Italiana Fundraiser?

Ho “scoperto” Assif appena uscita dal Master in Fundraising, perché cercavo dei colleghi senior con cui confrontarmi. Ero alle prime armi, tanta teoria e poca pratica, la voglia di conoscere colleghi più esperti era altissima. Il desiderio di confronto e, a volte, anche di sfogo, rimane per me una componente importante. So che dentro Assif trovo colleghi con cui condividere valori professionali, difficoltà e contesti lavorativi simili. Questo per me che patisco molto la solitudine lavorativa è davvero linfa vitale.

4. Che consigli daresti ad un giovane che vorrebbe intraprendere la carriera del fundraising?

Volontariato. Tanto. In oratorio, con gli scout, in un canile, all’estero, non importa. Fare volontariato aiuta a capire da dentro i meccanismi che muovono le piccole organizzazioni (e le grandi). A vederne il bene e il male, le debolezze e i punti di forza. Fare volontariato ti mette a contatto con i problemi e con le soluzioni, e ti dà il polso della marea umana che muove il mondo del terzo settore.

5. Dove porteresti a cena un major donor?

Dipende dalla ONP per cui sto lavorando. Tre anni fa sono stata volontaria in un campo profughi, a Katsikas, in Grecia. Se avessi avuto un major donor tra le mani lo avrei portato lì, tra le tende umide, il fango, la muffa, i bagni condivisi, l’estrema povertà e il senso di attesa straniante. Perché solo così, da dentro, puoi capire l’importanza del tuo aiuto.

6. Dì una cosa nel dialetto della tua regione a tutti i fundraisers?

Il torinese è meraviglioso, ma io sono mezza siciliana e mezza friulana, quindi non sono proprio la persona giusta. Però vi lascio con una domanda: chi di voi sa cos’è un cicles?

Foto Federica

 A cura di Eleonora Mancinotti, socia ASSIF

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“A tu per tu con il socio ASSIF” 

Dietro ad ogni socio ASSIF, c’è un fundraiser con tante storie da raccontare. Le interviste che proporremo vi sveleranno qualcosa di più sui nostri soci e sul mondo ASSIF. Coincidenze, amicizie, simpatici aneddoti dal passato e i benefici di far parte dell’ASSIF, l’Associazione Italiana Fundraiser: questo e molto altro nella nuova rubrica “A tu per tu con il socio Assif”.


Stavolta è il turno di Michela Gaffo, referente del Gruppo Territoriale Liguria che dai suoi 17 anni di esperienza definisce i fundraisers “elementi chiave nella crescita del Terzo Settore italiano” e consiglia…occhio al multitasking!


1. La professione di fundraiser, una scelta o un caso?

Mi sono avvicinata a questa professione per caso: l'agenzia pubblicitaria in cui lavoravo a inizio carriera aveva come cliente una grande ONP, per la quale gestiva una capital campaign piuttosto importante. Da lì il colpo di fulmine, e la decisione di studiare ed approfondire, le tecniche di raccolta fondi e in generale il mondo del non profit. Diciassette anni fa ho iniziato a lavorare come fundraiser, e non ho più smesso!

2. Quali sono secondo te le skills più richieste nella professione di fundraiser?

Si tratta di una professione molto complessa, che non ha una naturale corrispondenza nel mondo profit. Riunisce in sé competenze molto variegate: tecniche, relazionali, organizzative e molto altro. Se dovessi fare una “top 3” delle skills fondamentali per un fundraiser nel 2019 direi: capacità di analisi dello scenario economico (interno ed esterno) e di proiezione; organizzazione (perché senza queste anche la miglior strategia di raccolta fondi resta sulla carta); competenze tecniche di marketing. Senza dimenticare le soft skills: empatia, flessibilità, curiosità.

3. Quando sei entrato in contatto con Assif per la prima volta e cosa vuol dire per te far parte dell'Associazione Italiana Fundraiser?

Conosco Assif da diversi anni, ma sono diventata socia nel 2015: ho avuto bisogno di un po’ di tempo per capire che il mio non era solo un lavoro “impiegatizio” (ho lavorato per molti anni all'interno di una grande organizzazione), ma una vera e propria professione. Come tale, ho capito che un'organizzazione come Assif è fondamentale per farla crescere e fornirle nuova linfa e autorevolezza nei confronti dell'opinione pubblica, delle istituzioni, delle stesse organizzazioni non profit. Networking, formazione, confronto e lobbying sono gli strumenti giusti per far emergere il ruolo dei fundraisers in quanto professionisti solidi, competenti e di fatto degli elementi chiave nella crescita del Terzo Settore italiano.

4. Che consigli daresti ad un giovane che vorrebbe intraprendere la carriera del fundraising?

Studiare, tanto, di più. Fare esperienze quanto prima possibile, in ruoli diversi, in organizzazioni diverse. Continuare a studiare. Confrontarsi costantemente con i colleghi e trarre il meglio da settori diversi del non profit. Ampliare gli orizzonti, essere curiosi e umili. C'è sempre qualcuno da cui si può imparare qualcosa, sia che si faccia questo mestiere da 3 mesi o da 30 anni.

5. Dove porteresti a cena un major donor?

Lo porterei in un luogo in cui possa trovare la bellezza che riempie il mondo: una vigna al tramonto, un museo in cui è esposto un pezzo unico, un ristorante che nasce e cresce in una periferia degradata. Cosa meglio di questo per renderlo consapevole e felice del contributo che può offrire?

6. Dì una cosa nel dialetto della tua regione a tutti i fundraisers?

Per noi che siamo i campioni del multitasking, un invito a focalizzarci per rendere al meglio: sciûsciâ e sciorbî no se pêu!

Lascio a voi la traduzione.

MG fotoseria

 A cura di Eleonora Mancinotti, socia ASSIF

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Dietro ogni socio ASSIF, c’è un fundraiser con tante storie da raccontare. Ecco perché abbiamo pensato ad una nuova rubrica in cui junior e senior fundraiser ci sveleranno i loro segreti: cosa li ha spinti a scegliere di lavorare come fundraiser, le aspettative, perché hanno deciso di diventare soci ASSIF e anche qualche segreto della loro professione.

Iniziamo con Veronica Manna, referente del Gruppo Territoriale Umbria che, nel suo percorso di vita, ha trovato l’“amore a prima vista”: la raccolta fondi!

1. La professione di fundraiser, una scelta o un caso?

Una scelta fatta per caso? Forse così si può definire. Avevo 33 anni, lavoravo in una società di consulenza aziendale in un gruppo bancario umbro da circa otto anni ed ero in piena crisi professionale e personale. Non riuscivo più a trovare un senso a tutto l’impegno e anche la fatica che mettevo nel mio lavoro quotidiano. “Ma davvero è tutto qui?” mi dicevo la sera quando rientravo a casa. “E se oggi non avessi fatto nulla di tutto ciò che mi sono impegnata a fare, sarebbe cambiato qualcosa di importante per qualcuno?” La risposta purtroppo era sempre no! E così, mentre ero in questo stato d’animo, la società per cui lavoravo prese una commessa da un noto Teatro del Nord Italia… per servizi di fundraising! Non lo avevo mai sentito nominare e fu amore a prima vista!! Finalmente potevo impiegare le conoscenze e le esperienze maturate fino ad allora in marketing, comunicazione, p.r., consulenza, digital, per qualcosa che per me aveva un senso reale. Finalmente potevo rendermi utile a qualcuno, fare qualcosa di importante, che facesse la differenza. Di lì ad un anno, dopo un licenziamento in tronco da un contratto a tempo indeterminato e un master in fundraising, varcavo la soglia di Medici Senza Frontiere Italia, fu un vero sogno da cui mi devo ancora svegliare.

2. Quali sono secondo te le skills più richieste nella professione di fundraiser?

Creatività, curiosità, costanza, attitudine allo studio e alla formazione continua, flessibilità, apertura verso gli altri, predisposizione alla comunicazione, passione per il proprio lavoro.

3. Quando sei entrato in contatto con Assif per la prima volta e cosa vuol dire per te far parte dell'Associazione Italiana Fundraiser?

Era il 2012 e mi ero appena ristabilita nella mia regione nativa, l’Umbria. Dopo una esperienza quinquennale in grandi ONG internazionali a Roma, un lungo viaggio in Messico e la nascita di mio figlio Edoardo, avevo deciso di tornare a casa. Sembrava e, probabilmente, è stata la scelta perfetta: ero nel cuore verde d’Italia, dove la qualità della vita è davvero molto alta, vicino alla mia famiglia e in una città che amo, la mia Spoleto. Non avevo però considerato un piccolo particolare: qui il fundraising era ancora “questo sconosciuto”!! Sentendo il peso di tale isolamento professionale, cominciai a guardarmi intorno per capire che fine avessero fatto i fundraiser della mia regione. Così mi imbattei nel Gruppo Territoriale Umbria di ASSIF. Fu così che ho conosciuto Giulia, allora referente del gruppo. Fu un altro amore a prima vista! Di lì ad un anno abbiamo fondato insieme Non Profit Factory, per aiutare e supportare le piccole e medie organizzazioni territoriali ad affrontare le sfide del fundraising e della comunicazione sociale. Per me oggi ASSIF è tutto: network professionale, fonte di aggiornamento e ispirazione, confronto, possibilità di uscire fuori dai limiti della mia regione, ma anche amicizia, belle persone e condivisione di una visione del mondo.

4. Che consigli daresti ad un giovane che vorrebbe intraprendere la carriera del fundraising?

Avere grinta e determinazione, studiare moltissimo e poi mettersi alla prova con uno stage o un tirocinio in una grande ONG: per me ha funzionato! Nelle ONG si fa fundraising da sempre, ci sono team internazionali di colleghi da cui si può imparare tantissimo, metodologie rodate e molta meritocrazia. Posso fare pubblicità positiva? Save the Children in questo senso per me è stata una vera e propria palestra. Un ambiente ideale per sperimentarsi e crescere, anche se poi si fanno scelte diverse, come è successo a me.

5. Dove porteresti a cena un major donor?

Così su due piedi non saprei, mi verrebbe da dire dipende dal major donor e dall’organizzazione per cui lavoro e dal suo “stile”. Ad ogni modo, preferisco sempre le situazioni informali, sono quelle che più ci permettono di conoscere il nostro interlocutore e in cui si può entrare in contatto empatico con lui. L’empatia è fondamentale: al di là dei ruoli professionali, siamo persone che intrattengono dialoghi con altre persone!

6. Dì una cosa nel dialetto della tua regione a tutti i fundraiser?

Ne ho addirittura due, una per i fundraiser: “Anghe la prèscia vòle lu tembu sua” e una per i wineriser: “L'urdimu guccittu è quillu che fa male”.
Per le traduzioni ci vediamo al prossimo incontro del GtUmbria!

A cura di Eleonora Mancinotti, socia ASSIF

GT lombardia ASSIF RIforma e terzo settore 2018

 

Grande partecipazione lo scorso martedì 23 ottobre all’incontro organizzato da ASSIF in collaborazione con il Gruppo Territoriale Lombardia: "I prossimi passi per board e fundraiser", che ha rappresentato la prima tappa del Tour "Fundraising e Riforma del Terzo Settore - Parte II" condotto da Carlo Mazzini.

Grazie all’ospitalità dell’Opera Cardinal Ferrari e al supporto di Aragorn, Carlo Mazzini (esperto di fiscalità del nonprofit e consigliere di ASSIF) e Valentina Melis  (giornalista de Il Sole 24 Ore) hanno fatto il punto sulla Riforma del Terzo Settore a un pubblico composto da fundraiser e da componenti dei Board delle loro associazioni.

Evento crowd Bologna

 

Venerdì 29 giugno scorso presso la Biblioteca dell'Area di Ricerca del CNR di Bologna, si è svolto l'incontro per la costituzione di un Hub italiano per il Crowdfunding nell’ambito del 3° European Crowdfunding Netwok (ECN) CrowdCamp, l’evento annuale sul crowdfunding organizzato da ECN, che per il 2018 si è svolto nel capoluogo emiliano per approfondisce la dimensione civica del fenomeno, con particolare attenzione alle modalità di integrazione con altre fonti di finanziamento, quali i fondi strutturali e di investimento europei.

In particolare, nel corso del workshop esperti di settore, attori economici e addetti ai lavori, tra i quali erano presenti per delineare la situazione del crowdfunding e del crowdinvesting in Italia e approfondire aspetti giuridici, opportunità e resistenze in materia, con uno sguardo verso il processo di regolamentazione di cui si discute a livello europeo. Anche ASSIF ha partecipato al tavolo di discussione e al dibattito conclusivo con alcuni referenti sia del Gruppo Emilia Romagna e Lombardia.

Sono disponibili per i Soci ASSIF le presentazioni dei seguenti interventi, raccolti durante il martedì di formazione del 19 giugno sullo stesso tema e della Tavola Rotonda del 29 giungo:

  • Marino Cavallo, Citta Metropolitana di Bologna:"Crowe-Fund-Port - Verso un Hub Italiano per il Crowdfunding"
  • Angelo Rindone, Produzioni dal Basso, Il Crowdfunding in Italia
  • Vicenzo Butticè, Politecnico di Milano - Osservatorio - Il Crowdinvesting: la situazione in Italia. Segnaliamo inoltre che sul sito: http://www.osservatoriocrowdinvesting.it/ sarà possibile trovare tutte le informazioni aggiornate rispetto alle attività dell’osservatorio crowdinvesting.
  • Federico Ferri, Università di Bologna - Dipartimento di scienze giuridiche, Aspetti giuridici del Crowdfunding a livello nazionale e UE: l'esperienza di "Crowd-fund-port".

Inoltre Giuseppe Contissa, Piera Santin e Giulia Lasagni, assegnasti di ricerca Università di Bologna - Dipartimento di scienze giuridiche, e che stanno lavorando sul Progetto e saranno ospiti presso il Gruppo Territoriale Emilia Romagna per rispondere a tutte le vostre domande.

GT Umbria 20 gennaio

 

Sabato 20 gennaio si è riunito il Gruppo Territoriale Umbria per discutere la programmazione per il nuovo anno.

Tante le iniziative in cantiere, prima fra tutte l'incontro via Skype con il Presidente Nicola Bedogni per la presentazione delle nuove linee strategiche di Assif, in programma per giovedì 8 febbraio ore 18.30.

Si sono inoltre programmate altre interessanti attività per l'anno appena iniziato. Nel mese di maggio i soci del GT Umbria organizzeranno un incontro sulla riforma del terzo settore e i cambiamenti/opportunità più importanti in un'ottica di fundraising. Altro argomento di interesse, su cui il gruppo intende lavorare, sarà quello della valorizzazione dei volontari.

Dall'incontro, inoltre, è emersa la necessità di intercettare i reali interessi delle organizzazioni regionali, per riuscire ad indirizzare e tarare l'attività del GT in base alle esigenze più sentite dagli operatori del settore. Si è auspicata, in quest'ottica una maggiore collaborazione con altri organismi operanti in Umbria.

I membri del GT Umbria, inoltre, hanno programmato una serie di incontri nelle sedi delle organizzazioni di appartenenza di ciascun membro, in un'ottica di network, scambio di esperienze e formazione interna, auspicandosi anche una maggiore partecipazione proattiva, per il 2018, da parte dei fundraisers umbri.

Durante l'incontro, Giulia Barbieri, membro del Consiglio nazionale di Assif con delega ai Gruppi territoriali, e attuale referente per il GT Umbria, ha annunciato di voler lasciare la carica regionale, dopo ben 4 anni di instancabile attività, per potersi meglio concentrare sulle attività del coordinamento nazionale. Nelle prossime settimane, il GT si riunirà per leggere il nuovo Referente territoriale, in base al Regolamento da poco elaborato dal nuovo Consiglio.

GT Liguria gennaio 2018

 

Mercoledì 24 gennaio si è riunito il Gruppo Territoriale Liguria, nato pochi mesi fa durante l'incontro sulla Riforma del Terzo Settore organizzato in collaborazione con il Gaslini di Genova.

Tanti fundraiser, soprattutto di medio-piccole organizzazioni attive sul territorio genovese, si sono incontrati per conoscersi, fare network e raccogliere idee, bisogni e necessità. Tre i punti centrali su ci si è concentrato il confronto.

Prima di tutto la formazione. Molte ed eterogenee le esigenze, dalle conoscenze di base delle tecniche del fundraising ad approfondimenti che consentano di avere un approccio integrato alla raccolta fondi, oltre ovviamente a momenti di confronto e sperimentazione pratica sull'applicazione della Riforma nelle attività di tutti i giorni. E proprio quest'ultimo punto trova una prima risposta nella tavola rotonda organizzata durante l'ASSIF day del 23 febbraio a Roma che si focalizzerà sulle 10 azioni da mettere in pratica da subito all'interno delle proprie organizzazioni. 

Il secondo punto riguarda il networking e il confronto, un'esigneza molto sentita in quanto le organizzazioni del territorio faticano a entrare in contatto con altre realtà liguri. Manca una piena conoscenza delle realtà attive nel territorio ma soprattutto occasioni confronto. Aspetto su cui il Gruppo Territoriale vorrebbe attivarsi per organizzare momenti di scambio di best practice e fare networking. 

Infine il terzo aspetto riguarda la carenza di cultura del fundraising sul territorio. Il Gruppo Territoriale potrebbe diventare un potenziale attore riconosciuto sul territorio sia attraverso l'organizzazione di momenti di informazione e diffusione pubblica, che attraverso l'instaurazione di partnership con le organizzazioni di categoria/di secondo livello presenti sul territorio per portare al loro interno formazione e cultura del fundraising

Tante idee e tanti spunti che guideranno le attività del Gruppo Territoriale Liguria nel 2018. Per partecipare attivamente al gruppo è sufficiente scrivere a gruppo.liguria@assif.it.

 

assif piemonte riforma terzo settore

Il 28 giugno, presso gli spazi di Torino Incontra, il Gruppo Territoriale Piemonte di ASSIF, insieme al Forum del Terzo Settore, e con la collaborazione di Casa Oz e MagazziniOz, ha organizzato un incontro insieme al nuovo consigliere Assif, Carlo Mazzini. Il tema, fondamentale per molte piccole e medie organizzazioni non profit, era quello della riforma del Terzo Settore a pochi giorni dalla promulgazione dei decreti legislativi.

Si è parlato delle novità riguardanti il 5x1000, di Impresa Sociale, della nuova regolamentazione per gli Enti del Terzo Settore (chi è o meno considerato ETS). Si è parlato anche delle nuove possibilità per il fundraising e della controversa retribuzione dei volontari: un incontro ricco di spunti e riflessioni, su una riforma che Carlo Mazzini è riuscita a rendere comprensibile nei suoi aspetti più importanti e nelle sue applicazioni immediate.

Le slides dell'incontro sono disponibili per i soci Assif scrivendo a gruppo.piemonte@assif.it mentre da questo da qui è possibile rivedere il video dell'incontro: https://youtu.be/q7dYLw-9-Ew.

 

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