cda assif

 

Il nuovo Consiglio Direttivo, ha avviato le attività associative con l’attribuzione delle cariche istituzionali e l’organizzazione del lavoro di quella che è oggi l’unica associazione che raccoglie i professionisti del mondo della raccolta fondi in Italia.

 

Nuove cariche istituzionali


Decise all’unanimità le cariche istituzionali del nuovo direttivo che guiderà l’Associazione Italiana Fundraiser per i prossimi tre anni fino al 2017: confermato Luciano Zanin alla Presidenza, Alessandra Delli Poggi (AIRC) alla Vicepresidenza e Andrea Caracciolo di Feroleto come responsabile dei rapporti con EFA – European Fundraising Association. A espletare le incombenze della Tesoreria è stata riconfermata Natascia Astolfi di Bologna. Tra i nomi nuovi del Consiglio Direttivo, tutti già attivi nel triennio passato nei Gruppi Territoriali ASSIF, Vittorio Visetti, che dovrà occuparsi di comunicazione e sponsorship, Michele Messina (Amnesty International) con delega alle attività di sviluppo di nuovi soci e Giulia Barbieri sarà responsabile del coordinamento dei gruppi territoriali con l’appoggio di Nicola Bedogni (Fondazione Hospice Seràgnoli).

Come deciso dall’assemblea, scende a sette il numero dei consiglieri, mentre si conferma l’età media sotto i 40 anni, e la eterogenea provenienza territoriale del nuovo direttivo. Sale il numero di consiglieri che operano come fundraiser all’interno di importanti organizzazioni italiane non profit.

«I primi tre anni di presidenza ASSIF sono stati proficui ed entusiasmanti – afferma Luciano Zanin - e ringrazio tutti i colleghi per questa rielezione. Questa continuità ci permette di portare avanti la missione di definizione e accreditamento della professionalità del fundraiser, attività articolata e complessa oggi in reale espansione. A livello organizzativo abbiamo idee e programmi per consolidare la struttura e i servizi, per arrivare a rendere l’associazione la “casa” di tutti i professionisti che si occupano di fundraising. Penso inoltre che vi siano le condizioni storiche per i fundraiser di contribuire a sviluppare una nuova visione della relazione con il donatore: è questo un confronto corale da svolgere assieme a tutti gli altri interlocutori, dalle grandi ONP alla P.A., alle comunità territoriali e internazionali.»

Linee guida per il triennio


Oltre ad assegnare le deleghe istituzionali, in merito alle quali i consiglieri proporranno a breve programmi di lavoro organizzati in tavoli tematici, indicando le attività previste anche per gli incarichi trasversali a più deleghe, il nuovo direttivo ASSIF ha tracciato le linee guida per i prossimi tre anni, pensate per affrontare il momento di cambiamento che il settore del non-profit in generale e la professione dei fundraiser in particolare stanno vivendo in questo momento storico.

Il nuovo posizionamento che i corpi intermedi di ogni categoria stanno perseguendo, coinvolge anche ASSIF, che dopo 13 anni di attività vuole arrivare a incidere in maniera significativa nelle politiche territoriali e nazionali che riguardano le problematiche sociali e non-profit, ed essere un punto di riferimento autorevole per i temi che riguardano le attività di raccolta fondi nei vari settori collaborando a diffondere la cultura e la conoscenza del fundraising.

Per consolidare la propria forza operativa e propositiva il CDN si propone di operare in modo sistematico per aumentare la consistenza numerica dell’Associazione, agendo con attività mirate attraverso i dieci Gruppi Territoriali, destinati a essere il fulcro dei servizi ai soci (aggiornamento, formazione, vacancy) e delle attività rivolte al settore giovanile per il quale favorire l’attivazione di stage e job placement significa qualificare i professionisti di domani.

Nella attuale situazione risulta però una indicazione forte espressa subito dal direttivo la volontà di creare legami di ampia prospettiva con le organizzazioni non-profit e le grandi ONP con le quali realizzare progetti mirati per offrire sostegno alla professione.

Potenziare una collaborazione proficua con le altre Associazioni che operano in Italia e in Europa è un altro degli obiettivi che il direttivo ASSIF si pone per proporsi come antenna strategica, utile ai soci per monitorare i mutamenti e gli aggiornamenti per la professione che possono provenire da settori affini e complementari.

Riconfermati dal nuovo direttivo l’appuntamento con i momenti di visibilità e confronto per i fundraiser in occasione degli appuntamenti annuali con l’Open Day ASSIF e l’Italian Fundraising Award, che sarà consegnato durante il Festival del Fundraising.

Ma il punto che rimane urgente e fondamentale per la professione e del quale il Consiglio Direttivo si è fatto carico con un programma tecnico, ma anche politico, è la definizione di un contratto di lavoro che possa essere riconosciuto come base affidabile e certa per regolare le attività consulenziali dei fundraiser.

 

Osservazioni al "Social Act"


Il lavoro dei consiglieri neoeletti è entrato però subito nel vivo perché ASSIF potesse presentare le proprie osservazioni al “Social Act” lanciato dal Presidente del Consiglio Renzi lo scorso 12 maggio.

Queste le due richieste in sintesi:

  • il riconoscimento della figura del fundraiser come professionista che svolge un ruolo indispensabile nella relazione tra donatori, organizzazioni nonprofit e Pubblica Amministrazione
  • l’apertura di un tavolo di confronto con il Ministero del Lavoro per arrivare a definire un contratto di lavoro

Da sempre ASSIF ritiene, infatti, che anche attraverso lo strumento del contratto di lavoro passi l’affermazione di una professione come quella del fundraiser che promette un grande sviluppo in futuro.

 

 

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