Italian Giving Report 2020

Il 2021 si è aperto per i fundraiser con l’Italy Giving Report 2020, l’annuale analisi delle donazioni di Vita, arrivata alla sua sesta edizione. L’anno appena terminato ha sicuramente stravolto tutte le previsioni sull’andamento della raccolta fondi e dei trend di donazione, per questo i dati relativi all’anno appena trascorso sono di particolare importanza per indicare quali settori andranno strategicamente implementati, quali saranno gli strumenti da utilizzare per la raccolta del 2021 e come le ONP sapranno fare tesoro dell’esperienza del fundraising al tempo del Covid-19. Le Associazioni non hanno potuto fare raccolta fondi con gli strumenti consolidati (eventi di piazza, eventi benefici e sportivi, raccolte fondi a contatto col pubblico) ed hanno dovuto ripensare velocemente alle loro strategie di fundraising e relazione con il donatore implementando specificatamente i canali digitali.

Donazione in periodo di pandemia

Dall’indagine Italiani solidali di Doxa, emerge che il numero delle persone che hanno fatto almeno 1 donazione (sia ad associazioni che informali) scende per il secondo anno consecutivo, passando dal 45% al 36% (da 26% a 21% i donatori ad associazioni e da 41% a 33% i donatori informali). A controbilanciare questo calo, l’aumento delle donazioni medie, da 66 euro a 80 euro per chi dona alle associazioni e da 29 euro a 36 euro per le donazioni informali.

Sempre rispetto le donazioni erogate durante la pandemia, notiamo subito alcuni dati su cui è importante riflettere: la stima degli italiani che hanno donato tra marzo e aprile è compreso tra i 13 e i 15 milioni e per il 65% il Terzo settore è il soggetto che maggiormente ha contribuito al sostegno del Paese. Proprio per questo stupisce il fatto che, nonostante la “reputazione” delle ONG, Doxa ha rilevato che sono stati gli enti pubblici a ricevere la quota più importante di donazioni: 27% alla Protezione Civile, 19% agli Ospedali e 22% alle ONP (la quota restante è divisa tra il 19% da iniziative di crowdfunding e il 13% di iniziative di sostegno a medici ed infermieri).

La maggioranza delle donazioni ha avuto lo scopo di contribuire ad acquistare DPI e attrezzature per l’emergenza, così come ampiamente richiesto e pubblicizzato per tutto il primo periodo della pandemia, come se il donatore volesse in qualche modo rivolgersi direttamente al beneficiario, senza passare per l’intermediario (nella stessa prospettiva può essere interpretato il boom delle raccolte sulle piattaforme di crowdfunding da parte dei personal fundraiser). A causa di questa modalità donativa e nonostante l’aumento delle donazioni molte organizzazioni non profit hanno rilevato un drastico calo delle loro entrate e hanno dovuto rivedere progetti e modalità organizzative per adattare le loro attività all’emergenza in corso.

Sempre secondo la rilevazione Italiani Solidali di Doxa, alcuni settori più di altri hanno risentito del calo delle donazioni, che sono state destinate principalmente alle ONP che si occupano di ricerca e tematiche sanitarie, assistenza e povertà: il calo più significativo si rileva per le tematiche di tutela ambientale, degli animali e le donazioni per le “emergenze” meno recenti come il Terremoto. Una ONP su cinque ha dichiarato di avere le proprie entrate più che dimezzate al mese di agosto (fonte IID - Noi doniamo 2020).

785,55 milioni di euro è il valore totale delle donazioni in denaro, beni o servizi attivati per l’emergenza Coronavirus e mappati da Italia Non Profit con 975 iniziative e 722 donatori, 130 milioni di euro sono le erogazioni e raccolte da parte di Fondazioni Bancarie (fonte Acri – periodo marzo/agosto) mentre la raccolta da crowdfunding si attesta attorno ai 25 milioni di euro (di cui 17 circa provenienti da GoFundMe). Proprio l’esplosione di questa tipologia di raccolta fondi deve ancora una volta far riflettere il Terzo Settore sul suo ruolo e sul fenomeno sempre più evidente della “disintermediazione” tra donatore e beneficiario che di fatto elimina le organizzazioni dal classico processo di donazione. Per fare qualche esempio, dei 17 milioni donati attraverso GoFundMe, circa 8,5 sono suddivisi tra le prime 5 campagne, che hanno sostenuto rispettivamente l’Ospedale San Raffaele di Milano (4.493.000 euro), il Cesvi per l’Ospedale di Bergamo (1.500.000 euro), l’Ospedale Cotugno di Napoli (934.000 euro), la Fondazione Careggi e Fondazione Santa Maria Nuova Onlus (872.000 euro) e l’Andrea Bocelli Foundation (734.303 euro).

Come donano gli italiani?

Tradizionalmente il cuore dell’Italy Giving Report è rappresentato dalla stima di quanto donano gli italiani, dato che viene estrapolato dai dati stati forniti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze relativamente alle erogazioni liberali portate in detrazione o deduzione nelle dichiarazioni dei redditi, bilanciato da un coefficiente per considerare anche quelle non inserite.

Nel 2019, con riferimento alle donazioni effettuate nell’anno fiscale 2018, si è assistito a una ripresa dopo un anno di leggera flessione. L’ammontare totale risale a quota 5.528 miliardi di euro, contro i 5.320 dell’anno precedente (+3,9%).

Il 2019 è stato l’anno che ha visto il debutto nelle dichiarazioni dei redditi delle nuove agevolazioni fiscali introdotte dal Codice del Terzo Settore. È possibile notare uno spostamento verso le nuove aliquote, soprattutto per le donazioni più alte.

Tra i vari dati, da sottolineare il trend negativo che contraddistingue da diversi anni la raccolta tramite sms solidale che ha visto una contrazione nel 2019 del 9,5% (da 16,8 milioni di euro nel 2018 a 15,5 milioni di euro nel 2019).

Infine l’ultimo dato che possiamo analizzare riguarda l’Art Bonus ovvero il credito di imposta pari al 65% dell’importo donato per chi effettua erogazioni liberali a sostegno del patrimonio culturale pubblico italiano e che raggiunge dall’anno di entrata in vigore 500.345.210 milioni di euro raccolti da 18.393 mecenati (11.143 persone fisiche, 2.487 fondazioni bancarie ed altri enti non commerciali e 4.763 imprese).

Guarda la diretta Facebook di presentazione del report “Raccolte fondi, come ripartire”: https://www.facebook.com/31080577356/videos/207910667710872

Gaia Relucenti, socia ASSIF e componente del gruppo di lavoro sulla Ricerca

 

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