Elezione Biancu board EFA

Simona Biancu, vicepresidente e delegata all’internazionalizzazione di ASSIF – Associazione Italliana Fundraiser, e Siri Nodland, della Norwegian Fundraising Association, sono state nominate Board member di EFA – European Fundraising Association, come avevamo annunciato sulla nostra pagina Facebook. Da novembre scorso ASSIF ha così una rappresentanza diretta all’interno dell’Associazione Europea del Fundraising.

Crediamo sia una importante novità dal momento che questa elezione rappresenta una opportunità, in modo “circolare”, per il fundraising italiano: sia, cioè, una condivisione di best practice, appuntamenti, novità provenienti dal nostro Paese con i colleghi europei, ma anche una circolazione di spunti, riflessioni e opportunità provenienti dalle associazioni omologhe di altri Paesi che speriamo possano rivelarsi utili per tutti i/le fundraiser italiani/e.

EFA è, infatti, la rete delle associazioni che rappresentano la community dei fundraiser in tutta Europa. Nasce con l’obiettivo di supportare lo sviluppo del fundraising, disseminare cultura e best practice, condividere riflessioni e spunti utili a chiunque si occupi di fundraising e da qualunque punto dell’organizzazioni si guardi al tema. Produce una newsletter mensile che raccoglie contenuti e punti di vista autorevoli, promuove gli eventi dedicati al fundraising in tutta Europa, diffonde opportunità e news.

ASSIF è, ormai dal 2015, membro dell’associazione europea: il nostro impegno all’interno di EFA è consolidato e crediamo che sia più che mai cruciale “pensarci” in un’ottica europea come fundraiser e organizzazioni non profit, oltre che come cittadini.
Per questo motivo trovate, sia all’interno della newsletter di ASSIF che in quella di EFA, notizie, approfondimenti e appuntamenti utili a tutti i fundraiser.

“Fare rete è imprescindibile – lo è sempre stato, oggi lo è più che mai, a maggior ragione per chi fa un lavoro come quello del fundraiser, che richiede attenzione e cura e capacità di leggere i contesti, anche quelli internazionali. Sempre più spesso le organizzazioni nonprofit italiane lavorano ad un fundraising “across the borders”, con strategie integrate che coinvolgono donatori italiani e stranieri. Avere cognizione di quello che accada nel contesto europeo diventa quindi fondamentale per poter lavorare al meglio”, afferma Simona Biancu.

ASSIF è parte attiva di questo processo e crede profondamente in un percorso condiviso.

Per tutti gli approfondimenti vi invitiamo ad iscrivervi alla newsletter di EFA qui

Pietro Addis

Il progetto “Impariamo a pescare”, promosso dalla Fondazione Italia per il Dono, ha visto ASSIF (Associazione Italiana Fundraiser) protagonista non solo nel patrocinio riservato all’iniziativa, ma anche nel coinvolgimento di fundraiser esperti che hanno prestato il loro tempo e le loro competenze, per sviluppare una Campagna di Natale, ad associazioni che non avevano mai fatto fundraising.

Pietro Addis è stato fra i 28 soci ad aver risposto alla call, “spinto dalla voglia e dalla possibilità di creare connessioni e scambi, di avere un impatto significativo e (forse) contribuire a fare la differenza per una piccola associazione in difficoltà”.

Ecco la sua testimonianza: “Mi occupo di formazione in tema di fundraising per i volontari della Croce Rossa Italiana da quattro anni e mi sono chiesto: sarò realmente in grado di trovare la giusta dimensione comunicativa per parlare con dei colleghi? Poi ho ricevuto la chiamata di una piccola associazione di Modena. La mission di Samudra Insieme Onlus mi sembrava molto delicata e spinosa: assistenza alle famiglie con componenti in stato vegetativo o post comatoso grave.

Il primo step è stato quello di cercare quante più informazioni possibili sull’associazione: ho iniziato con il sito web su cui ho trovato dati e informazioni utili, ma mancava qualcosa. Mancavano le persone, le emozioni, il dolore dei familiari delle persone malate e l’impegno dei volontari per le famiglie smarrite e abbandonate? Quando abbiamo iniziato a confrontarci sui testi e i contenuti per la campagna di Natale i tempi erano molto stretti e quindi abbiamo pensato subito ad un progetto replicabile anche in futuro con un timing che permettesse alle colleghe di fare un buon lavoro senza necessariamente una scadenza davanti (seppur sappiamo bene quanto noi fundraiser “camminiamo sempre sul filo del rasoio”!).

Alla fine, dopo aver progettato la Campagna di Natale, abbiamo anche avuto modo e tempo di costruire un database semplice ma efficace, mettere mano al sito e ai social, senza tralasciare l’attività di donor care e il linguaggio da usare con i donatori. L’empatia è stata il fil rouge di ogni tassello del mosaico che insieme abbiamo creato: il nostro obiettivo è stato dare calore al racconto della mission, dare un nome e una voce alle persone attraverso lo storytelling dei beneficiari e dei donatori, aprendo così quel canale emozionale che permettesse alle persone esterne o lontane da simili drammi di capire le difficoltà pratiche ed emotive, la sofferenza di queste persone.

La mia più grande soddisfazione è stata quella di sentire che potevamo fare qualcosa insieme, che le domande che ci ponevano erano giuste e che stavamo mettendo veramente le basi per implementare il fundraising di breve, medio e lungo periodo, funzionale allo sviluppo di questa Associazione.

Ho imparato molto da questa esperienza: ho riscoperto la gioia del dono e della condivisione e ho interagito con persone cariche di umanità, professionalità e spessore. Sono convinto che sia proprio questo il senso più profondo del nostro lavoro, dei fundraiser professionisti: generare una serie di azioni e di reazioni che come un effetto domino, spinte dalla passione dei protagonisti, creino effetti “a caduta” che, al loro passaggio, lasciano sempre qualcosa di buono. È come la pentola colma di monete d’oro alla fine dell’arcobaleno: non riesci a vederla, ma sai che all’estremo opposto di quel ponte di colori qualcuno troverà un giorno migliore. Sentirsi parte di questo meccanismo del cuore e dell’anima: il premio più grande.

Grazie ad ASSIF per avermi permesso di riscoprire tutto questo!

Pietro Addis, Fundraiser Officer di Croce Rossa Italiana e socio ASSIF

Giornata mondiale del volontarito Lugli

Quando ho ricevuto l’invito di ASSIF a scrivere i miei “pensierini” sulla giornata mondiale del volontariato, oltre ad essere stata molto contenta, mi sono venute in mente due cose in particolare.

La prima è che nelle nostre organizzazioni celebriamo troppo poco e non lo dico solo perché mi piace stare in compagnia e mi piacciono le bollecine! Lo dico proprio perché lo constato frequentando molte organizzazioni in giro per l’Italia e ancor più vale anche in questo periodo in cui zoomiamo più che viaggiare. Si dovrebbe celebrare molto di più e per molti più motivi: non solo per valorizzare il lavoro dei preziosissimi volontari, ma anche per i dipendenti, i beneficiari e gli utenti, per i risultati raggiunti e anche quelli non raggiunti, per gli inevitabili fallimenti che fanno crescere e rappresentano sempre lezioni da cui apprendere. Siamo quello che impariamo e ogni evoluzione dovrebbe essere manifestata e condivisa.

Anche perché operiamo quotidianamente per cercare di migliorare il mondo insieme agli altri e se non ci prendiamo il giusto tempo per condividere e celebrare, a volte anche confortarci, ma che vita è? Soprattutto, ma non solo, nei momenti più bui e difficili è importante trovare uno spazio per ricaricare le energie per andare avanti e dovrebbe essere auspicabile non isolarsi, ma continuare ad essere aperti di fronte agli altri, con le nostre fragilità, poiché le loro restituzioni ci aiutano a capire meglio come reagire.

Anzi, vi dirò di più buttando l’occhio all’etimologia della parola “celebrare” ho scoperto che deriva dal latino celeber-bris (mi perdonino i latinisti, ho sempre avuto le mie difficoltà al liceo, ma non mi arrendo, mi piace troppo) che significa “frequentato…dall’ingegno umano, famoso, popolato” ma è perfetto! Non desideriamo forse che le nostre organizzazioni siano sempre più popolate, sempre più frequentate, che anche gli argomenti più difficili, i bisogni più nascosti diventino noti affinchè tutti possano attivarsi per dare una mano, ognuno in relazione alle proprie possibilità?

Il secondo pensiero è in linea con il primo, anzi prende proprio lo spunto ed è sicuramente un po’ più doveroso considerata la ragione per cui scrivo proprio in questo momento dell’anno ed è sul come è nata questa ricorrenza del 5 di dicembre (mese tra l’altro ricco di avvenimenti fra cui il mio compleanno). Questa ricorrenza esiste dal 1985 ed è stata individuata proprio per riconoscere il lavoro, il tempo e le capacità dei volontari in tutto il mondo.

E quanto di questo abbiamo da riconoscere in Italia? Ecco qui un paio di esempi. Ricordate nel momento dell’emergenza quali sono state le cose che hanno retto al disastro pandemico: la solidarietà e il sacrificio. E poi, i numeri del volontariato nel nostro Paese sono un altro esempio: sono quasi 7 milioni gli italiani che fanno volontariato, quasi il 13% della popolazione attiva, questi donano in media di 20 ore al mese per un totale di 1,3 miliardi di ore totali all’anno, pensiamo a quanto questo impatta positivamente sulla vita di moltissime persone, oltre che dei volontari stessi. Se poi allarghiamo ancora il giro e consideriamo non solo il volontariato come dono di tempo, ma riflettiamo del valore complessivo prodotto dagli enti del Terzo Settore, solo con il dato dell’amministrato ci rendiamo conto che superiamo gli 80 miliardi di euro, quasi al pari del settore della logistica!! Credo proprio che ci sia da star contenti, e quindi, testa bassa e avanti tutta, con coraggio e determinazione!

Cari colleghi e colleghe, amici e volontari concludo questo mio breve intervento con un video che trovo davvero molto simpatico, che mi ha fatto conoscere un’amica e collega (e volontaria), e che ci ricorda che alla fine o all’inizio …basta un mercatino...per essere contagiati!

GUARDA IL VIDEO 

Fundraiser per passìone (vol.5) -> SCARICA IL TESTO O RICEVI LA COPIA CARTACEA

Laura Lugli, socia ASSIF, Consulente e formatore di fundraising e people raising

Foto Lugli

Assif Job4good EFA Skills Share

 In occasione dell’edizione 2020 di EFA Fundraising Tour, la vicepresidente e delegata all’internazionalizzazione Simona Biancu e il co-fondatore di Job4Good Diego Maria Ierna hanno presentato la case history “The Italian Fundraising Task Force for Hospitals during Covid-19”.
Più di 70 fundraisers collegati da tutta Europa e anche oltre, hanno condiviso una intera mattina di sessioni di confronto sulle attività e strategie di fundraising organizzate in questo atipico e difficile 2020. La presentazione a due voci è stata l’occasione per ripercorrere l’iniziativa, lanciata lo scorso marzo, in pieno lockdown nazionale, da Job4Good con il patrocinio di ASSIF, a supporto delle raccolte fondi degli ospedali italiani.

Trenta fundraisers e dieci comunicatori hanno lavorato pro bono offrendo la propria expertise agli ospedali che, a partire da una scarsa o totalmente assente unità di fundraising interno, avevano la necessità di gestire il processo di donazione, incamerare i fondi, rendicontare dal punto di vista dell’accountability quanto raccolto e come è stata gestita la spesa. Quest’ultimo punto vedrà un ulteriore approfondimento nel follow up del progetto, nei mesi futuri.
ASSIF ha deciso di essere al fianco di Job4Good mettendo a disposizione la propria rete di contatti con i fundraiser sui territori, la capacità di comunicare l’iniziativa e rilanciarla sulle pagine social nazionali e territoriali.

Averla condivisa come best practice ha suscitato molto interesse dai colleghi stranieri ed è sicuramente motivo di orgoglio e soddisfazione che, come associazione, vogliamo condividere con Job4Good, con tutti i fundraisers e i comunicatori che hanno messo a disposizione il loro impegno volontario, con chiunque ha contribuito a rilanciare e promuovere l’iniziativa.

Assif Job4good EFA Skills Share1

“Mi accade spesso, da parecchi anni, di presentare iniziative, case history, tenere lezioni fuori dall’Italia.” – afferma la vicepresidente Simona Biancu. “É sempre un’esperienza interessante, che contribuisce ad allargare le prospettive, a condividere iniziative, ad imparare dal confronto con gli altri – colleghi e non. Questa volta era un po’ diversa dalle altre, in primo luogo perché avrei parlato a colleghi e il punto non era tanto che fossero stranieri quanto, più precisamente, che fossero persone che, come me, professionalmente vivono la promozione la cultura del dono e il lavoro concreto sul campo come sfide quotidiane; e poi perché avrei raccontato una iniziativa che ha coinvolto tutto il nostro Paese, ed è sempre una bella responsabilità quella di presentare in maniera corretta un lavoro che, personalmente, ho apprezzato moltissimo, e che ha prodotto un risultato che – lasciatemi dire – forse sarebbe stato impensabile senza un’emergenza come quella che abbiamo vissuto, che ci ha riguardato e coinvolto da vicino e che ci vede ancora alle prese con un periodo difficile dal punto di vista psicologico, logistico, a volte anche fisico.

Presentare questa case history così “vicina” insieme a Diego è stata una bella opportunità di lavorare insieme, confrontare i punti di vista, allineare parole e struttura ad un pubblico che spesso parla un linguaggio differente.
E leggere le reazioni in chat subito dopo, o sui social nei giorni successivi, è stata davvero una soddisfazione perché quello che volevamo era che si parlasse dell’iniziativa e, soprattutto, dei fundraiser italiani e di come – chi mi conosce sa che è uno dei mantra del mio quotidiano professionale e non solo – questo lavoro non sia solo una professione ma, in maniera ben più profonda, un modo di vivere, un insieme di valori che determinano anche una professionale ma che sono il nucleo e non un’aggiunta, una passione che, in un momento critico come quello che abbiamo vissuto la scorsa primavera, induce un gruppo di volontari a spendersi per una causa mettendosi a disposizione.

É emozionante, anche mentre lo scrivo, ripensare a quanta generosità mi accada di vedere tutti i giorni. Nonostante non sia sempre facile. O forse proprio perché non lo è l’andare verso l’altro rappresenta una boccata di aria fresca di cui abbiamo tutti bisogno.

Quello che è stato particolarmente interessante, nel confronto a più voci, è stato l’interrogativo che, in questi mesi, fa da sfondo al quotidiano professionale e riguarda il modo in cui stiamo affrontando la pandemia dal punto di vista delle strategie di fundraising e in che modo il mondo come lo conoscevamo cambierà e, di conseguenza, in che modo dovremo adattare strategie, piani, modo di pensare, strumenti.
Non c’è una modalità unica, o un giusto e uno sbagliato a priori. E’ evidente che la cultura nazionale del Terzo Settore, l’organizzazione e le organizzazioni, la professionalizzazione del settore nonprofit, determineranno queste risposte. E, indubbiamente, l’essere un sistema, piuttosto che tante monadi che viaggiano separate, agevolerà lo sviluppo e la sostenibilità complessiva.”

Tavolo ricerca

Il 2020 verrà ricordato come uno anno estremamente difficile e complesso, l'incertezza generata dal COVID19 ha fatto emergere quanto sia importante avere a disposizioni informazioni, dati, strumenti di analisi univoci per comprendere meglio la realtà e i cambiamenti all'interno della nostra società.

Per chi si occupa di raccolta fondi, oggi più che mai, poter contare su indagini e ricerche in grado di fotografare nel dettaglio i comportamenti dei donatori e le trasformazioni del settore non profit, risulta fondamentale per fronteggiare le sfide presenti ed affrontare con maggiore incisività ed efficacia il futuro del fundraising.

In Italia gli istituti e le realtà attive sono molteplici e numerose le ricerche prodotte ogni anno. Mettendole però a confronto emerge una criticità di fondo: la difficoltà di poterle leggere in modo trasversale. Per questo motivo negli anni ci siamo fatti promotori di un primo tentativo di mettere al tavolo gli attori del mondo della ricerca per avviare un dialogo condiviso. A piccoli passi, nel 2018, durante l’ASSIF Day, sono state gettate le basi affinché questo progetto potesse prendere vita in modo più strutturato e continuativo.

Ascoltando e accogliendo le numerose sollecitazioni e richieste provenienti dai professionisti della raccolta fondi, destinatari principali di queste indagini in quanto attori in prima linea per cogliere le evidenze e trasformarle in azioni concrete da cui dipende la sostenibilità degli enti e soprattutto la capacità di fronteggiare i vari bisogni sociali, abbiamo deciso di compiere un ulteriore passo in avanti riportante l’attenzione sull’urgenza e l’importanza di dare vita e forza a questo importante strumento di confronto. L’obiettivo è di far dialogare assieme le principali realtà in ambito di ricerca al fine di indirizzare le energie verso una direzione condivisa.

Da qualche mese, proprio per dare maggior spinta a questo progetto, è nato all’interno di ASSIF un gruppo operativo composto da soci che hanno deciso di donare e mettere a disposizione il proprio tempo per raggiungere questo traguardo ambizioso.

Gli obiettivi che il gruppo di lavoro si è in una questa prima fase con il Tavolo della Ricerca sono:

1. stabilire un vocabolario condiviso in modo da sapere con precisione cosa il singolo dato stia misurando
2. indentificare 2-3 domande di ricerca comuni, che esprimono i reali bisogni quotidiani dei fundraiser, da inserire all’interno delle varie indagini
3. trovare delle modalità di condivisione in cui fornire delle chiavi interpretative delle singole indagini in modo da renderle confrontabili tra loro.

Per allargare più possibile il tavolo, è stata lanciata una call pubblica e aperta a tutte le realtà che si occupano di ricerca e che vogliano partecipare a questo tavolo.

Per aderire è sufficiente segnalare la propria disponibilità al consigliere Davide Moro (d.moro@assif.it) entro la fine di novembre.

Tanti auguri

Il 28 ottobre 2020 ASSIF ha compiuto 20 anni!

Partita nel 2000 con solo 20 soci oggi ASSIF riunisce oltre 350 soci, che contribuiscono a raccogliere oltre 586.092.287 di euro all’anno e entrano in relazione con più di 6.531.706 milioni di donatori.

È un momento importante come sottolinea il presidente, Nicola Bedogni:

"Così come una goccia d'acqua da sola è solo una goccia, ma migliaia di gocce formano un'onda di tsunami, un fundraiser da solo non può nulla, ma migliaia di fundraiser sotto un cappello comune possono fare una rivoluzione culturale, economica, sociale, civica unica e importante per la società italiana contemporanea” -

Nel corso di questi vent’anni ASSIF si è adoperata per rappresentare tutti coloro che mettono la loro professionalità a servizio delle cause sociali per farle crescere attraverso attività di raccolta fondi, impegnandosi per i diritti dei fundraiser come ad esempio la questione dell’aumento delle tariffe postali, il riconoscimento della figura del fundraiser nella Riforma del Terzo Settore, la rappresentanza a livello europeo all’interno di EFA, European Fundraising Association.

Diffondere cultura e conoscenza del fundraising in Italia è la missione che da sempre continua a contraddistinguere ogni attività di ASSIF verso i propri soci e gli stakeholder, ed è da qui che nascono sia le sinergie con le scuole di formazione, gli istituti di ricerca e certi ordini professionali, sia gli eventi di approfondimento tematico e sensibilizzazione organizzati ogni anno, sia la volontà di pubblicare anche un fumetto “Giulia in Fundraisers Land”, uscito nel 2019 per la Giornata del Dono, per spiegare ai giovani la professione del fundraiser e offrire loro maggiore consapevolezza verso chi si occupa di raccolta fondi.

In questo 2020 così complesso sotto tantissimi punti di vista l’attività di ASSIF non si è certo fermata: l’associazione ha lavorato per essere un punto di riferimento non soltanto per il mondo della raccolta fondi ma anche per tutti i donatori italiani, ne sono testimonianza l’attività di lobby svolta per consentire a tutti gli enti non profit di ricevere i proventi del 5xmille del 2018 e del 2019 dando respiro alle organizzazioni in affanno per il Coronavirus, i quaderni di ASSIF con il report di analisi dei dati sul 5 xmille dal 2006 al 2018, e ancora l’impegno durante l’emergenza pandemica di marzo per promuovere e diffondere una cultura etica e trasparente del fundraising, sia a fianco di Italia non profit per offrire all’Italia dei donatori tutte le campagne di fundraising validate direttamente dagli ospedali, sia attraverso il patrocinio all’iniziativa Fundraiser per gli Ospedali in Emergenza Covid-19 di Job4Good per sostenere una prima task force di fundraiser a disposizione, completamente probono, degli Ospedali pubblici per affiancarli in una gestione corretta e ottimale delle proprie campagne di raccolta fondi.

Da venti anni ASSIF e i soci che ne fanno parte stanno rivoluzionando la società italiana e oggi abbiamo una grande opportunità e una grande responsabilità, come evidenzia  Luciano Zanin, ex presidente dell’associazione: “esercitare il ruolo di professionisti che creano le condizioni per soddisfare i bisogni di tutti, donatori, beneficiari, enti del Terzi settore e comunità stesse, e questo lo possiamo fare solo se anche noi stiamo insieme”.

Continuiamo insieme a “costruire il futuro” e festeggiare con grande orgoglio i prossimi dieci anni come oggi festeggiamo i nostri venti!

Guarda le testimonianze:

 

 

Donazioni e Testamenti Padova

Venerdì  11 settembre,ha avuto luogo il webinar organizzato dall’Università di Padova “Donazioni e testamenti: come dare valore al futuro delle nuove generazioni”, con il patrocinio di ASSIF – Associazione Italiana Fundraiser.

L’iniziativa era rivolta a Dottori Commercialisti, Esperti contabili e Notai per offrire le competenze di base per fare rete e attivarsi come ambasciatori del bene per le future generazioni e fornire una panoramica sul tema dei lasciti testamentari e della donazione per favorire lo sviluppo e la promozione della filantropia e della cultura della donazione a favore dell’Università di Padova.

Qui è possibile vedere i video degli interventi e scaricare i materiali del webinar.

2x1000 associazioni

Grazie al decreto di agosto (dlg 104/2020 convertito in Legge 126 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 13 ottobre 2020, in vigore dal 14 ottobre), dal prossimo anno, i contribuenti potranno nuovamente devolvere il 2x1000 in favore di una associazione culturale.

Come evidenziato nell’Analisi sul 2x1000 alle Associazioni Culturali, a cura di Nicola Bedogni, nel 2016, anno in cui il 2x1000 venne introdotto la prima volta, erano stati distribuiti 11.469.955 € a 1.130 enti culturali (gli iscritti erano 1.178 di cui 232 in Lombardia, 174 in Piemonte, 124 in Veneto e 105 nel Lazio).

Il numero di preferenze era pari a 870.949, circa metà espresse e metà generiche, prevalentemente in Lombardia, Piemonte e Veneto.

Grafico 1 2x1000

 

 

 

 

 

 

 

Secondo l’analisi, per ogni scelta espressa indicando il codice fiscale dell’Associazione Culturale, la stessa aveva ricevuto 9,52 € dalla redistribuzione dell’importo totale generato dalle scelte generiche, coinvolgendo mediamente tra i 100 e i 499 contribuenti (57%).

Lo strumento nel 2016, nonostante il primo anno di rodaggio, aveva avuto un positivo riscontro da parte dei contribuenti. Se paragoniamo sullo stesso anno le destinazioni 2xmille ai partiti politici (che hanno avuto 2 anni in più per testare lo strumento) il numero delle destinazioni e gli importi erogati sono pressochè simili.

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Per garantire i potenziali margini di crescita in questa riproposizione dello strumento andrebbe certamente aumentato lo stanziamento  deliberato in questa nuova release che passa dai 100Milioni disponibili nel 2016 ai 12Milioni previsti per il 2021.

Alla luce di questi dati e dell’emergenza coronavirus che ha posto l’intero settore culturale in una situazione di grave crisi economica, anche il neonato Tavolo per il fundraising culturale ritiene importante la reintroduzione di questo strumento fiscale. Dal censimento permanente ISTAT sul non profit sappiamo che il 64,4% delle Onp italiane ha come settore di attività “cultura, sport e ricreazione” e dunque è lecito pensare che tanta parte del nostro non profit potrebbe usufruire del 2x1000.

Ricordiamo però che sotto la dicitura “associazione culturale” rientra non solo chi si occupa di cultura in senso stretto o esclusivamente di patrimonio culturale ma anche quelle organizzazioni che si occupano di arti performative, arti visive, arti contemporanee in tutte le sue forme, dal museo al cinema, dal teatro alla danza e alla musica in tutte le sue forma, ma anche quelle organizzazioni che si occupano della promozione o della valorizzazione e conservazione di quello che è il nostro ricchissimo patrimonio culturale immateriale, fatto di tradizioni e conoscenze che vanno dalla cucina all’agricoltura alla pastorizia ed ancora tanto altro. Rientrano spesso in questa categoria anche tutte quelle organizzazioni che scelgono la forma dell’associazione culturale e propongono attività strutturate da fare nel proprio tempo libero, dai corsi di teatro, musica, canto fino agli scacchi o persino agli Scout.

Nello stesso tempo i partecipanti al Tavolo per il Fundraising culturale, evidenziano come nel 2016 potevano essere ammesse esclusivamente le associazioni con finalità di svolgimento o promozione di attività culturali esistenti da almeno 5 anni al momento della presentazione della domanda di ammissione, tagliando così fuori, ad esempio, le molte fondazioni che si occupano di cultura (fondazioni ammesse fin dal primo anno di applicazione alle liste del 5x1000!)

Inoltre la mancanza di chiarezza sui criteri di ammissione e la scarsa comunicazione che venne fatta dello strumento 2x1000,  comportò un gap di informazione e, per l’appunto, una comunicazione non chiara alla platea dei contribuenti e alle organizzazioni non profit stesse, creando una forte disparità tra enti dalla sigla conosciuta e altre realtà minori.

Per questo oggi, ritenendo la cultura al centro di numerosi processi di integrazione e coesione sociale, oltre che di azioni legate in modo incisivo con temi quali la qualità della vita e la salute delle persone, crediamo sia sempre più importante il dialogo con le istituzioni preposte al fine di non tenere più separati i due ambiti, culturale e sociale, e che un domani si possa ripensare allo strumento dei “x1000” in una visione d’insieme che consideri tutto il non profit nella sua complessa interezza e nella sua variegata composizione.

Foto tavolo cultura

In questo periodo storico, caratterizzato da una pandemia che ha posto il mondo intero dinanzi a scelte complesse e difficili, un settore particolarmente sofferente – almeno nel nostro Paese – è sicuramente quello culturale che, sguarnito di qual si voglia paracadute economico, come ad esempio il 5x1000 che straordinariamente quest’anno ha visto l’assegnazione agli aventi diritto di ben 2 annualità 2018 e 2019 (e dunque si può fare!), spesso è fuori anche dalle logiche classiche del fundraising, eccezione fatta per chi usufruisce dell’Art Bonus.

In questo contesto ed alla luce del lavoro impostato dal nuovo Consiglio direttivo Assif, è nata l’idea di istituire un tavolo di esperti del fundraising per la cultura che analizzasse il tema- punti di forza, criticità, numeri - e promuovesse il fundraising anche in questo settore.

Il tavolo attualmente si compone di otto membri: Massimo Coen Cagli, Marianna Martinoni, Alberto Cuttica, Elisa Bonini, Niccolò Contrino, Martina Bacigalupi, Andrea Caracciolo Di Feroleto, condotto da Valeria Romanelli.

Questo team si è già riunito ed ha delineato, per questo primo anno, alcune linee guida su cui orientare il proprio impegno, tra cui:

  • promozione del fundraising per la buona riuscita dei progetti Art Bonus;
  • cercare una strada di interlocuzione con il MiBACT al fine di portare il punto di vista dei fundraiser;
  • analizzare la folta compagine degli associati Assif che si occupano di cultura al fine di meglio interpretarne le esigenze così che Assif possa essere sempre più aperta anche a chi opera in questo settore;
  • aiutare le organizzazioni culturali, che sembrano essere state quasi escluse dal dibattito sulla Riforma del terzo settore, a comprendere quali e quante vie hanno per entrare a far parte degli ETS.

L’invito a tutti gli associati Assif è ad interloquire col tavolo, al fine di allargare il dibattito e di portare alla luce le questioni sul tema più importanti per la nostra categoria.

IFA

Il 2020 è un anno diverso. Nessuno si sarebbe aspettato di vivere e affrontare una pandemia, una situazione che ha inciso sulle vite di tutti. Ma molte persone hanno reagito, con cuore e capacità, e tra queste certamente vi sono fundraiser e donatori.

La IX edizione dell’Italian Fundraising Award ha vissuto questa situazione eccezionale, ed eccezionale è stato il riconoscimento che si è voluto dare.

I vincitori delle due categorie del premio che vengono ogni anno premiate da ASSIF e l’Associazione Festival del Fundraising sono proprio loro: tutti i fundraiser e tutti i donatori italiani.

Fundraiser e donatori italiani hanno risposto ad grave momento di fragilità aiutando non solo la sanità italiana, ma tutto il terzo settore. E di conseguenza, la collettività. Hanno mostrato una grande forza, adattandosi ad un nuovo contesto ma trasmettendo lo straordinario valore del dono.

Sarebbe stato complicato quest’anno assegnare l’Italian Fundraising Award come avveniva nelle edizioni passate, ad un singolo fundraiser e a un singolo donatore. Non sarebbe stato possibile vivere il momento della premiazione sul palco come gli altri anni, sarebbe stato un premio “a metà” e in questo contesto vissuto nei mesi passati ci sembrava difficile riconoscere il lavoro di un solo professionista, o il dono di una sola persona. Ma c’era la volontà di assegnarlo ugualmente, ci sembrava doveroso e giusto, oltre che… bello, come segnale e riconoscimento.

Per cui, quest’anno, l’Italian Fundraising Award nella sua IX edizione è assegnato a tutti i fundraiser e tutti i donatori italiani che hanno creduto nel nostro Paese, nelle sue professionalità, nel suo cuore. E ci hanno creduto così tanto da sostenerlo aiutandolo a vincere la fragilità. Rendendolo forte. Migliore.

 

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