IFC2017 1

 

Lo aspettavo da un po’ di tempo e finalmente ecco il mio primo International Fundraising Congress ad Amsterdam. Ne avevo letto, ne avevo sentito parlare e ora me lo godo.

A darmi il benvenuto ci ha pensato Sir Winston Churchill, figura mitica del ‘900. «There is nothing wrong with change if it is in the right direction» questo il suo pensiero riportato sul quaderno nel kit dell’IFC 2017. Impatto e partenza all’insegna dell’ispirazione.

A questo punto tocca alla Masterclass. Al momento dell’iscrizione, senza esitazioni, avevo scelto in base alla speaker: Simone Joyaux con la sessione "Changing your organization to build stronger impact". L’avevo conosciuta durante un’edizione del Festival del Fundraising a Castrocaro con una sessione tutta centrata sulla creazione di esperienze straordinarie per il donatore. Con lei nessuna speranza di vedere slides o altri supporti digitali. Coinvolgente, a tratti debordante, riesce a prenderci per mano in un viaggio unico di cui intuiamo la meta. Ci fidiamo perché trasmette la sensazione che in questo percorso non lineare ci sia una rotta a lei chiara.

Il resto è network, grande valore aggiunto di eventi del genere, dai toni internazionali e interculturali. Domani si riprende guidati dal titolo di quest’anno. A NEW CONVERSATION.

Fabio Salvatore fundraising day

 

Sabato a Forlì si terrà la terza edizione del Fundraising Day. Una giornata di formazione continua, smart, veloce, fulminante all'insegna del digital fundraising

Per l'occasione, abbiamo deciso di intervistare il nostro socio Fabio Salvatore, Direttore Fundraising di Lastiminute Foundation, per farci raccontare la sua esperienza di fundraiser e il suo intervento dal titolo provocatorio: "Il digitale è sempre utile alla raccolta fondi?No e capiamo perché!". 

 

Ciao Fabio. Non possiamo che iniziare con la classica domanda. Chi è, secondo te, il fundraiser?

Un ingranaggio importante, ma non l'unico ingranaggio. Un ingranaggio che, all'interno di un meccanismo complesso come sono le ONP, deve saper avere la giusta dimensione, velocità, durezza, ma soprattutto duttilità per essere veramente utile all'organizzazione di cui è al servizio.

Perché di servire si tratta, non di un mero lavoro, non di mero volontariato. Ma questo lo si impara col tempo.

Per tanti anni hai fatto il fundraiser interno a una organizzazione mentre oggi grazie alla lastminute foundation stai sviluppando dei progetti e degli strumenti che mettono al centro proprio il fundraiser. Come è nata questa idea? E perché è importante?

È semplicemente un'evoluzione di quello che ho fatto all'inizio quando ho fatto partire la raccolta fondi in una piccolissima realtà, cresciuta poi proprio grazie al fundraising. Solo che ora lo stiamo facendo per tanti, perché, ovunque vai, il problema è sempre lo stesso: ci sono tante organizzazioni che fanno del bene e lo fanno bene, ma non lo sanno comunicare e quindi non sanno raccogliere e sono sempre in difficoltà per mancanza di fondi.

Sappiamo bene che servono Persone e Risorse per fare una efficace raccolta fondi, ma quello che serve soprattutto è la Mentalità. C'è una grande cultura del dono, ma non altrettanto della raccolta e spesso basta semplicemente spiegare questo ad un'organizzazione per vederla partire, tra mille difficoltà ma anche piccole successi, in un percorso verso la sostenibilità. Serve un aiuto, una spinta e la fortuna per me è stata trovare delle persone e un'azienda che hanno capito questa problematica e attraverso lastminute foundation cerchiamo di darvi delle risposte concrete.

Quest’anno sarai relatore al FundraisingDay con una sessione provocatoria e contro corrente: “Il digitale è sempre utile alla raccolta fondi? No e capiamo perché!”. Cosa ci puoi anticipare?

Mi chiedete di spoilerare? Assolutamente no!

Vi posso solo dire che sarà una sessione molto pratica, ma con un fulcro filosofico, il tempo inteso come quantitativo e qualitativo. Quel tempo che l'online ci fa crede di risparmiare, ma che in realtà rischia di farci perdere in attività poco utili. In sostanza cercherò di farvi vedere su cosa concentrarsi online e cosa invece lasciare perdere, almeno per il momento.

In un mondo sempre più digitale, a cui difficilmente i fundraiser potranno sfuggire, secondo te come riusciremo a coniugare la dimensione relazionale, che è alla base del dono, con la smaterializzazione e virtualizzazione dei contatti ad opera del web?

Le relazioni non dipendono dalla strumento, ma da come comunichiamo. Certo la fisicità è un'altra cosa, ma le opportunità offerte dalla condivisione digitale sono incredibili. L'importante è riuscire ad emozionare e attivare. Se ci pensiamo, qualche anno fa, prima dell'avvento dei social, avremmo fatto il paragone tra la visita ad una comunità e un mailing cartaceo che ne racconta le attività e storie. Per questioni pratiche, soprattutto quando i numeri iniziano a crescere, non si può mantenere un contatto diretto con tutti, ma si può trovare il modo di rendere coinvolgenti e convincenti anche le comunicazioni non dal vivo. Sta a noi non dimenticarsi mai quello che facciamo e perché lo facciamo e conseguentemente trasmetterlo.

Tornando alla nostra professione, per un fundraiser che oggi vuole diventare un professionista della raccolta fondi, quale suggerimento ti sentiresti di dargli?

Fare volontariato in piccole organizzazioni, lavorare in grandi strutture e continuare a studiare, quello che ormai è disciplina, e a curiosare, tra quello che invece non lo è ancora, senza mai smettere. Vale per chi inizia, ma altrettanto per chi fa questo mestiere da anni.

Il fundraising e la professione dei fundraiser stanno vivendo un intenso momento di cambiamento e di crescita. Come ti immagini sarà la nostra professione fra 10 anni?

Non troppo diversa da oggi, spero. Con strumenti sempre migliori e tecniche sempre più affinate, magari con dei BOT che ci aiuteranno ad elaborare le grandi moli di dati che avremo a disposizione per fare analisi e strategie sempre più precise, ma poi quello che farà la differenza saranno sempre gli uomini e le donne che saranno capaci di trasmettere emozioni e creare relazioni, vere.

 

Grazie Fabio Salvatore. Ci vediamo il 21 ottobre al Fundraising Day

 

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Ad agosto sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale i decreti attuativi che hanno dato vita alla Riforma del Terzo Settore. Diversamente da quanto si potrebbe pensare, non è stata la fase conclusiva di un processo bensì un punto di partenza.

Infatti il Governo ha ancora un anno per apportare modifiche ai testi dei decreti e per renderli completamente attivi sono necessari ancora ben 42 decreti ministeriali.

Dopo la petizione di maggio che ha visto coinvolti più di 900 sottoscrittori, il nostro impegno per migliorare la Riforma non si ferma. Abbiamo pensato di coinvolgere tutti i fundraiser e gli operatori degli Enti del Terzo Settore per raccogliere suggerimenti e indicazioni da portare all'attenzione del Governo e dei Ministeri competenti al fine di accogliere le varie istanze all'interno delle modifiche e dei decreti che verranno emanati nei prossimi mesi.

Facciamo sentire la nostra voce per una #riformaxbene: https://goo.gl/forms/J8LcjosbeDjN0YPO2.

 

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Interessante opportunità per i soci ASSIF. Continuano gli approfondimenti sul tema del GDPR, ovvero il General Data Protection Regulation.

Dopo l’approfondimento dedicato al tema all’ultimo ASSIF Day, anche EFA, la European Fundraising Association dedica un webinar il prossimo 4 ottobre (dalle 11:00 alle 12:30 CET) alla GDPR.

Il tema verrà trattato da Daniel Fluskey, Head of Policy and Research dell’Institute of Fundraising UK e da Heidi Scheichenbauer, Law and Tax Expert del Fundraising Verband Austria.

Il webinar è aperto ai soci ASSIF, basta registrarsi al seguente link: https://attendee.gotowebinar.com/register/7548492956956503298

 

Intervengono:

Daniel Fluskey
Head of Policy and Research
Institute of Fundraising UK

Dr Heidi Scheichenbauer
Law and Tax Expert
Fundraising Verband Austria

Contenuti:

General data protection regulation is a hot topic for fundraisers in Europe with only 8 months to go before GDPR is introduced. Our webinar speakers will share their experiences in preparing for GDPR in the UK and Austria and will address key questions for fundraising associations, such as:

  • What does new GDPR mean for organisations – large and small?
  • What does it mean for their fundraising?
  • What are the challenges ahead? What are the biggest threats?
  • Should all organizations worry, or will it be less painful for smaller organizations?
  • What capacities in terms of investment, HR or others will it require?
  • Are the preparations and compliance costly?
  • Does GDPR bring any benefits for fundraising? What will improve from organization’s point of view?


Fundraising day proroga sconto soci ASSIF

 

Opportunità da non perdere per i soci ASSIF: la tariffa socontata a 99€ per poter partecipare al Fundraising Day è stata prorogata fino all'8 ottobre! Iscrivetevi subito.

La terza edizione del Fundraising Day si svolgerà al Teaching Hub del Campus Universitario di Forlì il 21 ottobre. Dalle 9.00 alle 17.00, una giornata di formazione continua, smart, veloce, fulminante all'insegna del digital fundraising.

Come raccontava Valerio Melandri, fondatore del Festival del Fundraising e Direttore del Master in Fundraising, in una nostra intervista pubblicata qualche giorno fa, «Il Fundraising Day è un mini Festival del Fundraising concentrato in un solo giorno e dedicato a un determinato argomento. È la migliore occasione per fare il punto della situazione e aggiornarsi sulle best practice di successo in un determinato campo. Per agevolare i fundraiser e le organizzazioni nonprofit, facciamo questa giornata di aggiornamento/approfondimento il sabato. Come sempre, cerchiamo di chiamare i migliori relatori italiani e internazionali che possano portare la loro esperienza diretta. Insomma, poca teoria, poche chiacchiere e tanta sostanza e tante idee da portare a casa e mettere subito in pratica.

Scopri tutti i dettagli e iscriviti subito.

 

FundraisingDay2017

 

Il 21 ottobre a Forlì si terrà la terza edizione del Fundraising Day. Una giornata di formazione continua, smart, veloce, fulminante all'insegna del digital fundraising. L'evento è organizzato dal Festival del Fundraising e dal Master in Fundraising dell'Università di Bologna - sede di Forlì e vedrà riuniti nel nuovo polo universitario più di 500 fundraiser da tutta italia. Se non volete perdervi questa occasione di network e formazione, iscrivervi subito perché la tariffa scontata scade il 18 settembre!

Per l'occasione, abbiamo deciso di farci raccontare l'imperdibile giornata da Valerio Melandri, fondatore del Festival del Fundraising e Direttore del Master in Fundraising. 

 

Buongiorno Valerio Melandri. Inziamo subito parlando del fundraising e della professione dei fundraiser. In questo momento stanno vivendo un periodo di intenso cambiamento. Secondo lei quali sono le sfide che caratterizzeranno il nostro mondo nei prossimi anni?

La sfida più importante è far capire al terzo settore e alle organizzazioni nonprofit che l'attività di fundraising sarà sempre più importante e fondamentale per far crescere i loro progetti ed essere sostenibili nel tempo. L'altro versante su cui lavorare è anche la società in cui viviamo. Dobbiamo far crescere la cultura del dono e rendere riconoscibile il nostro lavoro fra le persone comuni. Quella del fundraiser è una professione con la P maiuscola, importante. Vorrei spingermi oltre e dire indispensabile. I tempi non sono ancora maturi per dirlo ma lo saranno presto.

Ovviamente non possiamo non citare la Riforma del Terzo Settore. Dalla sua posizione privilegiata, sempre a contatto con fundraiser e organizzazioni, quale ricadute vede per la professione dei fundraiser?

Con la Riforma del Terzo Settore per la prima volta la nostra professione ottiene il giusto riconoscimento e si può dire che finalmente si inizia ad andare nella giusta direzione. Prima la raccolta fondi e il fundraising potevano essere tante cose. Ora si riconosce che la nostra è un'attività complessa e che può (e secondo me deve) essere fatta in maniera organizzata e continuativa.

In questa fase di trasformazione l’aggiornamento continuo e il confronto tra colleghi assume un ruolo ancora più importante. Come nasce l’idea del Fundraising Day?

Il Fundraising Day è un mini Festival Del Fundraising concentrato in un solo giorno e dedicato ad un determinato argomento. È la migliore occasione per fare il punto della situazione e aggiornarsi sulle best practice di successo in un determinato campo. Per agevolare i fundraiser e le organizzazioni nonprofit, facciamo questa giornata di aggiornamento/approfondimento il sabato. Come sempre, cerchiamo di chiamare i migliori relatori italiani e internazionali che possano portare la loro esperienza diretta. Insomma, poca teoria, poche chiacchiere e tanta sostanza e tante idee da portare a casa e mettere subito in pratica.

La prima edizione era dedicata al mondo digitale mentre l’anno scorso si è parlato di cura del donatore. Come mai avete deciso di riproporre il tema della raccolta fondi online?

Perchè è un tema molto caldo, attuale e molto richiesto. Il digital è un mondo in rapida evoluzione. C'è molta attenzione e curiosità verso questo strumento che in Italia non è ancora decollato del tutto. C'è voglia di sapere se funziona veramente, come e quando porta risultati e, soprattutto, quali tipi di risultati aspettarsi. Molte organizzazioni nonprofit pensano che basti fare una campagna di crowdfundig e poi questa porterà soldi da sola. Non sanno tutto il lavoro quotidiano che ci sta dietro. Questo e molto altro scoprirete al Fundraising Day.

Per un fundraiser che partecipa per la prima volta quali sono le tre sessioni che non può perdere per nessuna ragione al mondo?

Abbiamo cercato di dare spazio sia all’esperienza di grandi organizzazioni – e infatti abbiamo le testimonianze di realtà come Medici senza Frontiere, Greenpeace, ActionAid, Lega del Filo d’Oro e Terre des Hommes – sia a case history di piccole e medie organizzazioni.

Non mancheranno anche sessioni super pratiche: abbiamo ben 2 laboratori. Uno dedicato al web copywriting e uno più tecnico che spiega come costruire i pubblici delle campagne adv su Facebook e non solo.
Sessioni imperdibili anche quelle dei relatori internazionali. Asha Curran ci presenterà in anteprima per l’Italia il progetto #GivingTuesday e come le organizzazioni possono sfruttare questa piattaforma, ci sarà il pioniere delle trasformazioni digitali Jason Potts e il massimo esperto di global digital fundraising Jorge Minguell che ha curato la digital strategy di colossi come UNICEF e Croce Rossa Internazionale.
Ci sarà anche chi sostiene che il web non serve a nulla….guarda un po’! Quindi... si può dire che ce n’è per tutti i gusti!!!

E se le chiedessi di riassumere il Fundraising Day in tre parole?

Pratico, Innovativo, Indispensabile.

Avendo avuto lei modo di conoscere il mondo dei fundraiser in America e in altri Paesi, quali pensa siano gli elementi distintivi dei professionisti italiani e quali spunti potrebbero mutuare dai loro colleghi anglosassoni?

I fundraiser italiani sono molto creativi perchè spesso hanno a disposizione budget molto piccoli per non dire nulli e devono comunque portare a casa dei risultati. Questo li rende più caparbi, determinati, innovativi, sempre pronti a mettersi in gioco e a trovare nuovi modi di raccogliere fondi.

I fundraiser anglosassoni dalla loro parte hanno una sorta di riconoscimento della loro professione che in un qualche modo fa parte della cultura e della società in cui operano. Questo li rende molto più sicuri in quello che fanno, crea una certa unità nella professione che, alla lunga, è importante anche per il mercato del lavoro dei fundraiser stessi.

Per chiudere, la fatidica domanda che a tutti i fundraiser almeno una volta nella vita è stata fatta: cosa rende il fundraiser la più bella professione del mondo? E in Italia?

Sinceramente non ho ancora trovato un lavoro che sia più divertente e appagante di quella del fundraiser. Veramente, non saprei cosa possa dare maggiori soddisfazioni nel far felici la gente. Perchè è questo che siamo noi fundraiser. Dei portatori di felicità. Nella società in cui viviamo, nel mondo di oggi in cui basta aprire qualsiasi giornale o guardare un telegiornale in cui il 99% sono solo notizie negative, credo che abbiamo una missione straordinaria da compiere e che solo noi possiamo fare. Noi possiamo migliorare concretamente il mondo.

In Italia questa professione è straordinariamente bella e affascinante perchè il mondo del fudnraising e la cultura del dono, sono ancora da costruire. C'è ancora tantissimo da fare. E questa è la fase più affascinante di un lavoro. Perchè siamo all'inizio di un lungo percorso. Vedo l'entusiasmo alle stelle, c'è tanto da fare e ci sono gli spazi per fare veramente tante cose.

Grazie Valerio Melandri. Diamo allora appuntamento a tutti i fundraiser al 21 ottobre al Fundraising Day

 

Codice Enti del Terzo Settore art 7 raccolta fondi

 

Il non profit italiano ha finalmente una legge organica che promuove il dono quale mezzo di partecipazione al perseguimento dei fini sociali degli enti, e il fundraising quale elemento centrale nelle organizzazioni. Nelle ultime settimane sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale i tre decreti centrali della Riforma del Terzo Settore: uno sull’Impresa Sociale (d.lgs 3 luglio 2017, n. 112), un secondo sul 5 per mille (d.lgs 3 luglio 2017, n. 111) e il 2 agosto scorso il Codice del Terzo Settore (d.lgs 3 luglio 2017, n. 117), raccolta delle disposizioni normative che regolamenteranno il non profit per i prossimi decenni.

Il mondo del non profit italiano, dopo anni di legislazione speciale, circolari e decreti poco coordinati e al termine di un iter iniziato nel 2014, ha finalmente una nuova normativa di riferimento e regole che puntano a semplificare e rendere più efficace l’attività delle oltre 300.000 realtà attive quotidianamente del Terzo Settore.

«Siamo soddisfatti – ha commentato il presidente Nicola Bedogni - perché per la prima volta il fundraising viene citato in una legge ottenendo un pieno riconoscimento formale quale attività necessaria, e non residuale, delle organizzazioni del Terzo Settore (art. 7 d.lgs Codice del Terzo Settore). Tale passaggio assume un valore ancora più forte se lo si legge assieme al primo comma dell’articolo 2 del Codice in cui vengono riconosciuti “il valore e la funzione sociale della cultura e pratica del dono quali espressione di partecipazione, solidarietà e pluralismo”».

Le novità introdotte dai tre decreti sono numerose e andranno a incidere anche sul lavoro dei professionisti della raccolta fondi: dalla nuova normativa del 5 per mille alla nuova disciplina delle attività commerciali, alla riorganizzazione e rimodulazione dei benefici fiscali per le erogazioni liberali. Il percorso però non è giunto al termine ed ora si apre un nuovo periodo, che può essere stimato in uno o due anni, durante i quali dovranno essere promulgate alcune decine di decreti ministeriali che regolamenteranno nel dettaglio i principi enunciati nei decreti legislativi.

«La pubblicazione dei decreti segna una svolta fondamentale che inciderà sulla vita delle organizzazioni e di chi si occupa di raccolta fondi per i prossimi vent’anni. Vengono introdotte numerose novità, primo tra tutti il principio fondamentale della trasparenza e rendicontazione dell’impatto e valore sociale» ha aggiunto il Presidente.

Proprio rispetto al riconoscimento della raccolta fondi come fonte di finanziamento l’articolo 7 del Codice degli enti del Terzo Settore non solo statuisce l’importanza delle attività di fundraising, ma formalizza il ruolo dei fundraiser, siano essi volontari o dipendenti. Per il mondo dei professionisti della raccolta fondi è un ulteriore tassello nel riconoscimento e accreditamento della professione che rinforza ulteriormente la scelta di iscrivere ASSIF nell’elenco delle associazioni professionali per le professioni non organizzate in ordini e collegi tenuto del Ministero per lo Sviluppo Economico.

Tra tante luci, non mancano dubbi e aperte critiche sulla normativa appena pubblicata. «Siamo davvero sorpresi dal fatto che – forse per un errore tecnico – dal 3 agosto sia stata cancellata la “+ dai, - versi” per le Onlus, organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale nazionali. Riteniamo che, sempre che di errore tecnico si tratti, vi si debba porre subito rimedio perché lasciare senza agevolazioni queste organizzazioni per i prossimi 5 mesi sarebbe davvero una beffa. Non crediamo che fossero queste le razionalizzazioni di cui parlava la legge delega, dato che di “razionale” hanno ben poco. Quello che invece non rappresenta un errore tecnico, ma una precisa volontà politica è il limite alle retribuzioni di chi lavora per il non profit – sottolinea il presidente di ASSIF – con il quale si palesa il retaggio di una cultura che relega l’intervento sul “sociale” nell’angusto angolo del pauperismo. Nei ministeri non si è capito che per aiutare gli ultimi, i malati, l’ambiente, per dare diritti a coloro ai quali non vengono riconosciuti c’è bisogno delle migliori menti della società e che non basta “la buona volontà”».

Infine anche sul 5 per mille segnaliamo una mancanza e un grave errore di valutazione. Ancora oggi non è possibile per gli enti sapere quali sono i contribuenti che li hanno scelti. Bastava inserire l’opzione nella dichiarazione dei redditi e i contribuenti/donatori sarebbero stati liberi di scegliere se far trasmettere i propri dati anagrafici all’organizzazione destinataria del 5 per mille.

L’errore di valutazione è quello che prevede di non assegnare le somme di coloro che non indicano il soggetto destinatario alle grosse organizzazioni, le quali al pari di tutte le altre ricevono queste somme in proporzione al numero di sottoscrittori diretti.

La partita per la costruzione di un Terzo Settore sempre più efficace ed efficiente, supportato da una normativa che abbia come obiettivo la semplificazione dei processi, è ancora in gran parte ancora da giocare.

 

In queste settimane Vita ha pubblicamente annunciato di attraversare un momento molto delicato che rischia di farla sparire e per questo ha lanciato la campagna web #iostoconvita. Anche ASSIF ha deciso di sostenere la campagna invitando tutto il mondo dei fundraiser e delle organizzazioni non profit ad aderire e promuoverla attraverso tutti i canali online e offline.

Vita in oltre 20 anni ha raccontato il mondo del non profit, le storie dei protagonisti - beneficiari, volontari e professionisti - che quotidianamente lottano con dedizione e passione per costruire una comunità e una società migliore. E in questa narrazione anche i fundraiser hanno spesso ricoperto un ruolo centrale. Vita ha sempre avuto un occhio di rigurado per il mondo del fundraising, basti ricordare che per diversi anni ha partecipato alla giuria dell'Italian Fundraising Award, l'unico premio italiano dedicato a coloro che operano nella raccolta fondi.

I fundraiser e tutto il Terzo Settore, hanno bisogno di realtà come Vita che contribuiscano quotidianamente a far emergere successi, criticità e opportunità del non profit. Per questo non possiamo lasciare che questa esperienza editoriale si concluda.

Aderite anche voi alla campagna #iostoconvita.

 

#iostoconvita

ASSIF Audizione I Commissione Senato

Oggi ASSIF ha partecipato alle audizioni della I Commissione del Senato (Affari Costituzionali) sul tema della Riforma del Terzo Settore. Ecco il testo del nostro intervento (pdf).

Senato della Repubblica

Ia Commissione permanente - Affari costituzionali
Atto del Governo 417 (Codice del Terzo settore)
Relatore: dott. Carlo Mazzini – membro del Consiglio Direttivo

 

Illustre Presidente, Onorevoli Senatori,

il fundraising e la comunicazione sociale rivestono una posizione essenziale tanto nell’attuale Non Profit quanto nel nuovo Terzo Settore del quale gli schemi di decreti legislativi al vostro esame stanno delineando i confini, le regole, le attribuzioni.

I 300 soci dell’associazione italiana fundraiser, che contribuiscono a raccogliere oltre 600 milioni di euro all’anno e entrano in relazione con più di 10 milioni di donatori, accolgono con favore una serie di innovazioni del Codice del terzo settore ad iniziare dall’articolo 7 che - per la prima volta - eleva l’attività di raccolta fondi ad attività peculiare degli enti del terzo settore, dandone una definizione e quindi una dignità giuridica fino ad oggi mancante, riconoscendo che essa può essere realizzata in forma organizzata e continuativa con l’impiego di risorse interne ed esterne e obbligando le organizzazioni a promuoverne la relativa comunicazione rispettosa dei principi di verità, trasparenza e correttezza nei rapporti con i sostenitori e con il pubblico. Questo articolo rappresenta quindi il riconoscimento di una professione in forte crescita i cui fondamenti vengono insegnati in molte università italiane anche in master specifici.

Presentiamo alla vostra attenzione 6 temi attinenti la nostra attività ed una conclusione.

Il primo tema è relativo alle erogazioni liberali e alle misure fiscali di deducibilità e detraibilità riconosciuta ai donatori (art 83).

Quella che sarebbe dovuta essere una razionalizzazione dei troppi regimi ad oggi esistenti, a partire dal 1 gennaio 2018 mostrerà il suo “lato oscuro”, ovvero la minore convenienza a donare – rispetto alle norme fiscali attuali - per chiunque detenga un reddito superiore a 28mila euro; stiamo parlando di circa la metà di coloro che attivano il risparmio fiscale quando donano (Dati dichiarazioni 2016). Riteniamo che non sia una politica avveduta quella che penalizza i contribuenti che denunciano i propri redditi e che ne mettono a disposizione una parte importante per le cause solidaristiche più diverse, anche perché chi subisce l’azione distorta di questa “razionalizzazione” sono le organizzazioni.

In secondo luogo, in merito alle attività diverse di cui all’articolo 6, attività che potrebbero essere rilevanti per la raccolta fondi, auspicheremmo che esse fossero legate al fine solidaristico e non alle attività di interesse generale, per non ritornare nell’incubo delle attività connesse delle Onlus, attività che il legislatore aveva previsto persino preponderanti dal punto di vista economico per le organizzazioni ma che nella realtà dei fatti - a causa di interpretazioni troppo restrittive dell’amministrazione finanziaria - hanno avuto un peso trascurabile in questi 19 anni.

Terzo tema: lamentiamo inoltre la mancata innovazione nella regolamentazione delle lotterie e delle altre manifestazioni di sorte locali che ad oggi soffrono una normativa che definire “borbonica” nei suoi effetti potrebbe essere persino offensivo per i nostalgici dei Borboni, e che assurge a perfetto esempio di non-sense, dato che essa prevede, tra le altre follie, che chi dimentica di presentare un nulla osta rischia fino ad un anno di carcere.

Chiediamo, come quarto tema, anche la correzione dei termini temporali massimi di utilizzo dei beni oggetto di lasciti in quanto spesso - per complicazioni diverse - il reale utilizzo degli stessi o delle somme risultanti dalla loro alienazione non appare plausibile nei tempi ipotizzati all’articolo 82, comma 2.

Il quinto tema lega gli argomenti del volontariato e del lavoro.

L’articolo 17, comma 4 è un attacco insensato all’idea comune di volontariato. Prevede la possibilità di pagare i volontari fino a 150 euro al mese senza esigere pezze d’appoggio e c’è chi si ostina a definire questa dazione come rimborso, quando è chiaro che si tratta di un modo surrettizio di pagare i volontari in contrapposizione con i principi che reggono il volontariato italiano da un quarto di secolo. Così facendo mette in imbarazzo le organizzazioni sia nei confronti dei volontari non pagati e soprattutto dei donatori. Come faremo a dire ai nostri donatori che in effetti paghiamo i volontari e che parte delle loro donazioni copriranno un feticcio di rimborso sul cui profilo fiscale peraltro la Cassazione già nel 2015 ha sentenziato che trattasi di vero e proprio reddito da lavoro autonomo?

Non avremmo invece alcun imbarazzo a dire ai nostri donatori che paghiamo il giusto i più bravi ricercatori, gli educatori più preparati, gli amministratori con la migliore formazione: certo, lo potremo dire solo se verrà tolto il riferimento all’articolo 8 relativo al tetto salariale che, detto di sfuggita, appare contrastare la previsione dell’articolo 36 della costituzione.

Infine, quale sesto ed ultimo argomento, dall’analisi tecnico normativa abbiamo contato 19 decreti di attuazione senza i quali la norma rimane lettera morta e dalla lettura degli ultimi 4 articoli si ha contezza di ben 6 differenti date tra entrate in vigore e abrogazioni. Avevamo compreso, dal tenore e dal contenuto della legge delega, che i decreti legislativi avrebbero semplificato la vita delle organizzazioni, le quali - lo ricordiamo - sono rette perlopiù da volontari anche nel settore amministrativo. Così tante date e una così copiosa produzione amministrativa di atti ci appare in contrasto con l’asserita volontà di semplificare.

Ci rincresce, infine, che non sia stata presa in considerazione la nostra richiesta (tramite petizione online) di prolungare la delega di pochi mesi, richiesta che aveva il fine di evitare di arrivare con affanno, come si sta facendo adesso, a correggere i non pochi ammanchi, le imprecisioni, le incongruenze che l’attuale testo del Codice presenta e che a detta di tanti possono rendere una riforma orgogliosamente voluta dal precedente e dall'attuale governo un vero e proprio calvario per gli enti non profit che la subiranno nei prossimi mesi e anni.

In assenza di proroga, vi chiediamo pertanto di fare tutto ciò che è in vostro potere per chiedere al Governo di modificare il testo, ora, senza confidare nell’anno di tempo a disposizione del Governo ai sensi dell’articolo 1 comma 7 della legge delega, dato che sarà per la politica e i ministeri un anno fin troppo pieno di impegni ed appuntamenti non ultimi quelli elettorali, e pertanto si corre il rischio che i 19 decreti di attuazione e le correzioni necessarie per non penalizzare le organizzazioni non vedano mai la luce.

Non crediamo - come ci ripetevano i sacerdoti - che il meglio sia nemico del bene. Riteniamo che le cose fatte bene non abbiano prezzo, e che non bastino le buone intenzioni, dato che esse, come noto, lastricano un sentiero che nessuno di noi intende percorrere.

 

Consiglio Direttivo ASSIFConsiglio Direttivo 2017-2020: Massimo Coen Cagli, Andrea Caracciolo, Nicola Bedogni, Jara Vernarecci,
Elena Quagliardi, Cristina Delicato, Giulia Barbieri. Mancano nella foto Riccardo Friede e Carlo Mazzini.

 

Ieri a Bologna si è riunito per la prima volta dopo l'elezione all'Assemblea del 26 maggio il nuovo Consiglio Direttivo.

L'incontro si è aperto con il passaggio di consegne con il Consiglio Direttivo uscente e un ringraziamento al presidente uscente Luciano Zanin per l'impegno e il lavoro svolto per far crescere l'Associazione nei sei anni di mandato.

Il passaggio più importante è stata l'assegnazione delle cariche istituzionali. All'unanimità i consiglieri hanno eletto come Presidente Nicola Bedogni e due vice presidenti: Elena Quagliardi (con ruolo di vice presidente vicario) e Massimo Coen Cagli. Infine è stato nominato tesoriere il socio Sergio Conte.

Durante l'incontro i consiglieri hanno iniziato a delineare le linee guida delle attività per il prossimo triennio e raccolto le sollecitazioni emerse nel seguente messaggio d'insediamo: 

 

Cari colleghi, quando si comincia una nuova avventura è tradizione farlo partendo dai ringraziamenti.

Un doveroso e sentito grazie a tutti i Soci che hanno partecipato all’Assemblea personalmente o con l’invio prezioso di spunti e suggerimenti di sviluppo. Un grazie a tutti i Candidati che si sono esposti in prima persona per il miglioramento dell’Associazione. Un grazie al precedente Consiglio che ci ha lasciato in dote buoni risultati e la responsabilità di fare ancora meglio.

E ora è proprio il momento del fare. Abbiamo iniziato ad elaborare un piano di lavoro che tenga conto dei programmi presentati e degli spunti emersi durante l’Assemblea e che tracci la rotta di navigazione per i prossimi tre anni. Sarà una sfida importante che dovrà essere colta da tutti, consiglieri e non, perché il cambiamento delle dinamiche del Terzo Settore e in particolare del mondo del fundraising è già in corso.

Le condizioni ci sono tutte. Disponibilità, professionalità e strumenti. E nello svolgere questo compito avremo bisogno del supporto di tutti i Colleghi che come noi abbiano voglia di mettersi in gioco. Sfida Accettata!

Il Presidente, i Vicepresidenti e Il Consiglio Direttivo

 

Il lavoro proseguirà anche durante il prossimo incontro di luglio e un residenziale a settembre.

 

 

 

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