Ricerche
L'indagine sul Fundraising in Italia PDF Stampa E-mail
Scritto da valerio locatelli   
lunedì 27 ottobre 2008

Si è appena conclusa la prima parte dell’indagine, la prima realizzata in Italia, che ha visto Assif impegnata, insieme a Softlab SpA, suo partner tecnico, a far conoscere al settore ma anche all’opinione pubblica, la figura del fundraiser e gli scenari in cui si svolge il suo operato, nell’ottica di promuovere la cultura della donazione in Italia.

L’indagine, che è stata presentata in anteprima ai Lunedì di Assif, a  Milano, il 22 settembre e a Roma lo scorso 29 settembre, ha permesso di verificare e scoprire quanto il mondo del fundraising in Italia sia ormai maturo eppure, per certi aspetti, “contraddittorio” e “squilibrato”. I presenti hanno potuto toccare con mano dati e risultati elaborati sulla base di un campione significativo di oltre 100 fundraiser e di oltre 70 organizzazioni e su una serie di interviste a testimoni privilegiati che ci hanno dato un vivissimo spaccato dell’attuale realtà del fundraising in Italia.

Scarica le presentazioni dell'indagine in formato Power Point 
Presentazione 1 - Grafici PPT/PPS
Presentazione 2 PPT/PPS

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 20 maggio 2009 )
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Indagine sul Fundraising: le interviste PDF Stampa E-mail
venerdì 18 aprile 2008

Sono disponibili le interviste affettuate ad alcuni protagonisti del mondo del no-profit nell'ambito della Indagine conoscitiva sul Fundraising promossa da ASSIF:

Ultimo aggiornamento ( giovedì 27 novembre 2008 )
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Intervista a Stefano Zamagni PDF Stampa E-mail
venerdì 18 aprile 2008

Intervista a Stefano Zamagni

Presidente Agenzia delle ONLUS

1. Uno degli obiettivi dell'Assif è la creazione di un particolare contesto culturale favorevole allo sviluppo della figura professionale del fundraiser. Ci piacerebbe conoscere quali sono gli strumenti di cui l'Assif dovrebbe dotarsi per portare avanti la raccolta fondi e a quale genere di attività i professionisti dovrebbero dare priorità (relativamente a formazione, creazione di una community al proprio interno, fornitura di servizi per gli stessi fundraiser, ecc.).

L'Assif ha sicuramente avuto il grande merito di squarciare il velo dell' indifferenza nel nostro Paese nei confronti del fundraising. L'Italia infatti possiede una matrice culturale che mai è stata favorevole ad attività di raccolta fondi, in quanto il suo ordine sociale è stato dominato negli ultimi due secoli dalla figura centrale dello Stato. E' proprio allo Stato, e più di recente all'ente pubblico locale, che il cittadino italiano medio affida le sorti del proprio benessere. In un simile contesto, il modello secondo cui soggetti della società civile raccolgono fondi a favore di altri soggetti della stessa società è lontano dalla concezione comune. Ciò spiega perché l'Italia presenta tutt'oggi la percentuale più bassa di rapporto tra popolazione e contribuzione volontaria, in relazione ad altri paesi occidentali avanzati.

Ultimo aggiornamento ( lunedì 27 ottobre 2008 )
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Intervista a Sebastiano Renna PDF Stampa E-mail
venerdì 18 aprile 2008

Intervista a Sebastiano Renna

Resp. Comunicazione Istituzionale e Politiche di Sostenibilità Gruppo Granarolo


1. Come definirebbe l'Assif?

La definirei come un'organizzazione che comprende le principali associazioni onlus italiane e specialisti del fundraising, i quali si propongono di portare avanti progetti di definizione dei profili professionali e di dialogo con i propri interlocutori, situati all'interno di aziende piuttosto che all'interno delle istituzioni. Relativamente al piano etico, l'Assif dovrebbe porsi come una sorta di garante dell'eticità del fundraiser, ove l'affiliazione stessa di un'organizzazione possa costituire una certifica di qualità, trasparenza ed accountability. Convengo che l'Assif dovrebbe definire dei criteri per diventare membri e attuare una selezione tra gli iscritti, in virtù della sottoscrizione di un codice deontologico. Ciò consentirebbe alle aziende di essere sicuri su chi ci si trova di fronte.

Ultimo aggiornamento ( lunedì 27 ottobre 2008 )
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Intervista a Laura Lino PDF Stampa E-mail
venerdì 18 aprile 2008

Intervista a Laura Lino

Resp. Clienti no profit Consodata

1. Da quando conosce Assif e che idea se ne e’ fatta?         

Seguo l’Assif dall’anno in cui e’ stata fondata, ho assistito ai vari convegni tenuti ad Amsterdam dalla sezione italiana e quindi conosco le varie persone che l’hanno costituita. Definirei l’Assif come un’associazione di professionisti il cui obiettivo è quello di dare spazio e spessore ad una professionalità emergente, articolata e complessa, costituita da persone che devono avere familiarità con tecniche di marketing e comunicazione, da applicare al terzo settore. Bisogna anche tenere conto del discorso dei quattro quadranti, i cui assi trasversali sono la causa e l’associazione: il professionista che segue un certo tipo di causa un po' più complessa, o lavora per un'organizzazione non molto nota, deve sapersi muovere nei giusti quadranti. Deve puntaresull'immagine, saper costruire la comunicazione in maniera fluida e saper suscitare un coinvolgimento emotivo relativo alla causa.

Ultimo aggiornamento ( lunedì 27 ottobre 2008 )
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Intervista a Paolo Giganti PDF Stampa E-mail
venerdì 18 aprile 2008

Intervista a Paolo Giganti

Responsabile Raccolta Fondi WWF Italia


1. Ci può descrivere il contesto di nascita dell’Assif?

Il nostro primo approccio con l’Assif avvenne quando i suoi fondatori, tra cui Masacci e Melandri, ci invitarono in quanto fundraisers ad unirci a loro per formare quest’associazione rappresentativa del mondo del fundraising. Io all’inizio non considerai l’invito, preferii avvicinarmi all’iniziativa promossa da Bartoli, il quale proponeva di formare un’organizzazione tutta nostra, una seconda Assif assolutamente non accademica, che riunisse invece operatori professionali del terzo settore. Il problema è che saremmo comunque stati in piccolo numero, avremmo dovuto iniziare una specie di campagna che attraesse nuovi operatori a partecipare, cosa difficile da attuare in tempi brevi. Quindi provammo a fare una confluenza strategica tra il tavolo dell’Assif e quello di Bartoli; facemmo una lunghissima trattativa per re-impostare un’associazione più forte, che potesse includere anche gente al di fuori dell’accademia e che fosse più preoccupata di attuare cose pratiche, di cooperare con altri, ecc. Volevamo che il nuovo consiglio fosse composto in maggioranza da esponenti del gruppo di Bartoli, mentre la presidenza sarebbe spettata al gruppo di Masacci. Così nel 2002 – 2003 costituimmo questa nuova Assif, al cui tavolo entrarono dai 15 ai 20 operatori professionisti del fundraising. Invece, i precedenti partecipanti all’associazione erano quasi tutti studenti dei vari corsi di laurea di Melandri o della fundraising school, comunque, persone che avevano pochissimo a che fare col mestiere concreto del fundraising.

Ultimo aggiornamento ( lunedì 27 ottobre 2008 )
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Intervista a Giuseppe Frangi PDF Stampa E-mail
venerdì 18 aprile 2008

Intervista a Giuseppe Frangi

Dir. Resp. Vita non profit magazine


1. Come vede il ruolo dell'Assif nella raccolta-fondi?

Vedo positivamente il ruolo dell'Assif in qualità di osservatorio che ha il compito sia di creare ordine nelle procedure di fundraising sia di costruire una base per delle riflessioni in comune. Questa funzione dell’Assif è molto importante in quanto permette di organizzare un tipo di raccolta-fondi più strutturata, in modo tale da portare avanti le battaglie con successo. Bisogna rimediare al grande caos che si è creato in casi come quello degli SMS solidali, che faceva pensare che l’uso di nuovi mezzi avrebbe aumentato le possibilità di raccogliere fondi, senza tener conto che in futuro ciò avrebbe diminuito la capacità di valutare l’efficacia di un mezzo rispetto a un certo tipo di causa. E l’Assif ha la possibilità di razionalizzare il modo di fare raccolta-fondi. Io sono qui dal 2001, ho visto che da allora gli strumenti si sono moltiplicati, la comunicazione si è fatta più sofisticata, più intelligente, il rapporto col profit ha portato a strade che prima non c'erano. Prima, ad esempio, quando si faceva un'iniziativa culturale non tutti ricorrevano al profit, mentre oggi si è capito che è un buon potenziale.

 

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Intervista a Daniela Fatarella PDF Stampa E-mail
venerdì 18 aprile 2008

Intervista a Daniela Fatarella

Responsabile Raccolta Fondi e Comunicazione Save The Children


1. Ci parli dei suoi rapporti con l’Assif.

Io lavoro con l’Assif da quando è stata formata, sono socio Assif, anche se il mio rapporto è stato un po’ freddo negli ultimi anni, in quanto mi sono resa conto che come associazione non è ancora ben sviluppata. In passato hanno cercato di coinvolgere dei fundraiser, ma dietro non c’era una struttura adatta ad accoglierli. Si trattava di fare riunioni ed assemblee per decidere sulle attività da svolgere, stabilire un bilancio, ecc. Il periodo iniziale fu un po’ travagliato. Io l’ho seguita più dall’esterno, in modo passivo, anche se nominalmente mi piaceva farne parte. Per fortuna da un anno e mezzo o due c’è stata una ripresa, in termini di attività di informazione e di sensibilizzazione del pubblico verso il fundraising. Oggi c’e’ anche più decentralizzazione: Roma e Milano, e quindi è più comodo per chi vuole partecipare.

Ultimo aggiornamento ( lunedì 27 ottobre 2008 )
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Intervista ad Anita Di Donato PDF Stampa E-mail
venerdì 18 aprile 2008

Intervista ad Anita Di Donato

Responsabile Settore Corporate Unicef

1. Cosa conosce dell'Assif?

A dire il vero conosco molto poco l'Assif, so solo che è un'associazione di fundraiser. Conosco quali sono i ruoli al suo interno, ma non mi sono mai particolarmente interessata a parteciparvi, perché non posso garantire un certo impegno.

Ultimo aggiornamento ( lunedì 27 ottobre 2008 )
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Indagine conoscitiva sul fundraising PDF Stampa E-mail
Scritto da valerio locatelli   
giovedì 13 marzo 2008

Indagine conoscitiva sul fundraising in italia:  il questionario

E' attivo online il questionario, cliccate qui per partecipare (solo per chi ha già il codice identificativo)

Se desiderate partecipare all'indagine potete richiedere l'identificativo necessario inviando i vostri recapiti con una email ad Eloisa Romani all'indirizzo: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
Qui
trovate la prima parte della ricerca condotta da SoftLab: Indagine conoscitiva sul fundraising

 

Ultimo aggiornamento ( martedì 15 luglio 2008 )
 
Prima indagine sul fundraising in Italia PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesca Fochi   
lunedì 03 marzo 2008

Novità: Partecipa all'indagine conoscitiva --> vai alla compilazione del questionario
Se desiderate partecipare all'indagine potete richiedere l'identificativo necessario inviando i vostri recapiti con una email ad Eloisa Romani all'indirizzo: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

Migliorare l’efficienza, ottimizzare i costi, incrementare la fidelizzazione dei sostenitori: sono obiettivi importanti per ogni fundraiser e per ogni organizzazione non profit che deve operare in una dimensione sempre più competitiva.

Per questa ragione Assif ha deciso di realizzare, per la prima volta in Italia, un’indagine conoscitiva basata su dati omogenei, dettagliati e coerenti con le diverse tecniche di fundraising utilizzate e di mettere a disposizione dei fundraiser un terreno comune di confronto.
La ricerca permetterà alle organizzazioni ed ai fundraisers che aderiranno all’iniziativa, di poter valutare, gratuitamente, su dati oggettivi e dettagliati, il proprio lavoro, i risultati ottenuti e di analizzare, in un’ottica di sviluppo, le dimensioni e il bacino di utenza dei potenziali donatori.


Scarica la prima parte della ricerca, realizzata da Softlab Spa, in formato PDF: "FUNDRAISING IN ITALIA: il punto di vista dei testimoni privilegiati"

Ultimo aggiornamento ( venerdì 24 ottobre 2008 )
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La nuova stagione delle Fondazioni italiane PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesca Fochi   
martedì 04 dicembre 2007

 di Alberto Masacci (amministratore unico, Goodwill)

Il settore delle fondazioni in Italia sta crescendo a ritmi esponenziali e i dati ISTAT finalmente ci offrono un concreto riscontro di questa tendenza.
Se in particolare nel corso di questo ultimo anno hanno iniziato ad emergere molti percorsi filantropici innovativi, il censimento ISTAT, che fotografa la situazione al 2005, ci dice che qualcosa di importante era già successo nell’ultimo decennio, considerando che il totale delle fondazioni è cresciuto del 57% rispetto al censimento del 1999.

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 12 dicembre 2007 )
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