Venerdì 13 gennaio 2012, Padova: é stato un gran bell'inizio! 17 presenze tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, segnale di una certa curiosità e voglia di ritrovarsi tra persone che possono condividere la felicità per l'andamento di una campagna di direct mail, le riflessioni sull'opportunità di accompagnare una seconda richiesta ad una lettera di ringraziamento, le perplessità sulla costruzione di una campagna di CSR...
Ciao Luciano,
intervengo sul sito dell'Associazione Italiana Fundraiser in riferimento a quanto da te scritto e a quanto citato nell’articolo di Repubblica del 19 Dicembre 2011. Come responsabile della raccolta fondi di World Vision Italia voglio apportare dei chiarimenti.
Il 13 gennaio 2012 si è costituito a Padova il secondo gruppo territoriale dell'Associazione Italiana Fundraiser, quello del Triveneto, il cui coordinatore sarà Riccardo Friede.
Entusiasmo, simpatia, passione per il proprio lavoro e grande voglia di fare le caratteristiche del gruppo.
Già stato fissato, agende alle mano, il secondo appuntamento per questo numeroso gruppo territoriale: il "save the date" è per il 23 marzo in quel di Dolo (VE) per dibattere due temi di interesse comune.
Il report degli incontri sarà in seguito reso disponibile sul sito dell'Associazione. Fundraiser triveneti stay tuned!

Presenti a questo primo incontro Silvia Aufiero, Giusy Battain, Chiara Dal Fiume, Marta De Narda,
Riccardo Friede, Marco Granziero, Federica Limongi, Massimiliano Massimelli, Massimo Nacchi,
Nicola Penzo, Jacopo Soranzo, Stefania Toaldo, Francesco Tosato, Michela Zaffonato, Guido Zovico
otre al Presidente Luciano Zanin e al consigliere Marianna Martinoni.
Ho letto tutti i commenti presenti nelle varie discussini nel web e mi sono andato a guardare il sito di World Vision (in particolar modo le pagine dedicate ai valori e all'advocacy) così da essere almeno un po' documentato. Mi spiace un po' che nell'articolo non sia citato anche il nome della società di marketing che ha fornito il servizio, sarebbe stato interessante approfondire anche questo aspetto. La prima considerazione è che tra i protagonisti della vicenda non ci sono fundraiser, quindi dal punto di vista dell'Associazione mi sento coinvolto, per così dire, solo per ciò che riguarda l'aspetto culturale e della percezione pubblica del fundraising.
All'insegna della buona tavola si è riunito per la prima volta il 7 dicembre il Gruppo territoriale Assif dell'Emilia Romagna.
Numerosi gli scambi, tanta voglia di collaborare per creare visibilità e molte le idee emerse: tra queste, quella di coinvolgere altri fundraiser operativi sul territorio, organizzare eventi formativi in network con altre realtà e soprattutto attuare la funzione di "ricettore" delle esigenze che emergeranno dagli associati: questa funzione di rilevazione dei bisogni reali, anche in vista della strutturazione di servizi mirati da parte dell'Associazione, ci è sembrata di estrema rilevanza. Il tutto supportato da moderne modalità operative del Gruppo tramite social network.
Per info e contatti: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Da sinistra a destra: Annalisa Gotti, Nicola Bedogni, Natascia Astolfi,
Nicla Roberto, Susanna Stefanoni, Laura Gandolfi.

Renè Magritte "Il donaotre felice" (1966 Musée d'Ixelles Bruxelles)
Ecco un'interessante articolo sul fundraising in ambito culturale scritto da Marianna Martinoni e pubblicato su Fizz - oltre il marketing culturale.
Se fino a una decina di anni fa il tema del fundraising toccava solo marginalmente le organizzazioni operanti nell'ambito culturale, oggi la drastica diminuzione del ruolo predominante dello Stato nel sostegno alle arti e alla cultura pone come tema di sempre maggiore attualità la ricerca di fondi alternativi a quelli pubblici. L'esigenza di ideare nuove politiche di sostenibilità per ridurre la dipendenza dal finanziamento pubblico - che di fatto è ancora la fonte primaria di entrate per la maggior parte delle istituzioni culturali italiane – si fa pressante soprattutto se si considera che solo negli ultimi 10 anni l'entità dell'intervento statale nella cultura è diminuita del 30% e ancor di più guardando l'ultima manovra finanziaria e i tagli imposti agli enti locali.
In questo quadro, da qualche tempo è letteralmente esploso anche nel settore culturale l'interesse per il fundraising, ovvero l'insieme delle strategie e delle azioni che un'organizzazione non profit mette in atto per coinvolgere i propri potenziali donatori, pubblici e privati, al fine di generare un afflusso costante di risorse – finanziarie, materiali e umane – in grado di sostenere le proprie attività istituzionali e garantire il proprio sviluppo nel tempo.
Leggi l'articolo completo qui.






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